Treviso laica…c’est moi! Insomma qui cercherò di raccogliere alcune mie personali riflessioni, idee, proposte, sulla situazione politica cittadina….Treviso laica: ma perchè nascondersi dietro uno “schermo” così pomposo? Un tempo con queste parole potevamo sinteticamente indicare un insieme di forze, un’area politico-culturale, un fronte di battaglia, una proposta di modernizzazione. Un tempo sapevamo di essere non solo maggioranza, ma anche la parte più avanzata della società trevigiana… Un tempo. Ora è probabile che “laico” sia solo l’individuo isolato, che si ostina a pensare con la sua testa, esercitando la ragione critica, esponendosi in prima persona….
P.S.: qualcuno mi ha chiesto che diavolo è la foto della testatina. è un volo di delfini blu nel cielo di Treviso, ripreso da piazza indipendenza…che c’è di strano? mai visto i delfini volare?
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Poche parole di apprezzamento all’autore del blog, avv. Bruno Martellone, un intellettuale fervido che tanta presa ha su chi lo conosce personalmente e su coloro che decidono di mettersi in contatto con i suoi scritti.
Commento di nicolettastocco 7 Gennaio, 2008 @ 10:42 amNegli scritti di questo blog “Maestri di insicurezza”, “Il sorriso di Sbarra”, ecc.) le cui fini e limpide osservazioni restano pur salde e forti di fronte a tentativi molteplici che si potrebbero fare per infirmarle, c’è una scrittura non istintiva, nonostante gli effetti di naturalezza; il suo discorso è un crescendo di colpi di sicuro effetto, aperti e decisi. E tutto ciò osa un uomo come lui, di lingua pronto, capace di effetti oratorici di ottimo gusto. Si alternano nel discorso lo scherno e la derisione sprezzante, la provocazione sfacciata, l’accoramento per la gravità di proposte paradossali (vagoni piombati, corda e sapone, muri e recinti, pulizia etnica) a sminuire agli occhi di tutti la figura dell’ex sindaco di Treviso sceriffo della Lega, capace di insidiose macchinazioni e di acquistarsi prestigio assoldando sgherri e bravacci, che manovra per i suoi fini di parte e ancor più per quelli personali.
La reazione di Martellone, d’acre dispetto acceso, mette in risalto la sua figura di uomo schietto e magnanimo che dà alla città, coi fatti, tutto quello che può e nella misura che pochi altri hanno mai dato. Quel suo fremere di sdegno di fronte all’inettitudine del vicesindaco di Treviso e alle sue strampalate proposte di pulizia etnica; quel suo atteggiamento di disgusto e di insofferenza; il suo intimo e legittimo senso di incommensurabile superiorità di fronte a chi, stando inattivo, critica astiosamente e velenosamente chi combatte sul campo di battaglia, dicono tutta l’altezza morale di questo avvocato che ha vivo come pochi il senso dell’onore e della dignità. Ed è proprio per questo senso della dignità che gli ripugna discutere con i vili che gli inveleniscono l’animo, al cui livello dovrebbe abbassarsi per confutare tutte le loro affermazioni. Ma non c’è iattanza né superbia nelle parole del suo blog, solo quella fiducia in se stessi che è propria di ogni persona capace di portare a compimento un dovere civico già altre volte assolto.