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La tribuna di oggi dà ampie notizie sulle sulle cosiddette “primarie” del futuro Partito democratico che si svolgeranno a giorni anche nella marca trevigiana. C’è anche una vecchia foto in cui riconosco alcuni trevigiani in coda per votare alle primarie dell’Unione di due anni fa, quelle con le quali 4 milioni e mezzo di elettori designarono Prodi candidato Premier del centrosinistra. La foto è “abusiva” o meglio è sbagliato l’accostamento tra vicende molto diverse. So per certo che una parte delle persone fotografate e molti trevigiani (ed io tra questi) che due anni fa votarono Prodi stavolta non parteciperanno alle consultazioni indette da DS e Margherita nè aderiranno al nascente Partito democratico. La nuova formazione politica, infatti, non sarà la casa comune dei riformisti italiani di cui dio sa se ci sarebbe bisogno, e per me socialista ha il difetto di collocarsi fuori dell’alveo del socialismo democratico al quale si riferiscono in Europa tutti i partiti autenticamente progressisti. Va detto poi che non sono vere primarie. Queste servono ai partiti o alle coalizioni per scegliere i propri candidati alle elezioni attraverso ampie e dirette consultazioni della base associativa o del proprio elettorato. Primarie vere sono ad esempio quelle che da un anno Giampaolo Sbarra chiede (e che i vertici locali di DS e Margherita si guardano bene da prendere in considerazione) per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni comunali di primavera a Treviso. La prossima settimana invece saranno nominati il segretario nazionale (ma io so già chi è) ed i segretari regionali (anche quelli si sanno) nonché parte dei membri dell’assemblea costituente del futuro Partito democratico. In sostanza sono consultazioni (più o meno) “aperte” per eleggere organismi interni di partito. La differenza a me pare enorme. Molto poi ci sarebbe da discutere sulla “novità” e sull’effettiva “apertura” delle modalità scelte dai vertici di DS e Margherita per indicare i candidati a queste pseudo-primarie (candidature “pilotate” e fin troppo ecumeniche, liste bloccate, elevato numero di firme necessarie per la presentazione, ecc…). Il risultato è stata, anche in ambito locale, l’esclusione di molti genuini riformisti dalle candidature. Vedremo poi quanti saranno i cittadini che davvero parteciperanno. Considerato che votano anche sedicenni ed extracomunitari, sarebbe assai deludente se la consultazione non riuscisse a coinvolgere non dico i quattro milioni e mezzo di elettori delle Primarie dell’Unione di due anni fa, ma almeno un’apprezzabile aliquota di chi, alle ultime elezioni “vere”, votò per DS e Margherita.
Bruno Martellone
Comitato per la Costituente socialista di Treviso
http://trevisolaica.wordpress.com/


