Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, bruno martellone, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
In campagna elettorale tutti parlano di immigrazione. Tutti più o meno dicono che si deve accogliere chi viene per lavorare e cacciare chi non rispetta la legge. Intanto centinaia di famiglie trevigiane – 270mila in Italia – hanno chiesto di regolarizzare il rapporto di lavoro con colf e badanti cheoggi lavorano nelle loro case in condizioni di irregolarità. Sono famiglie lasciate sole dall’amministrazione comunale leghista che non assicura loro un’assistenza domiciliare pubblica decente. A Treviso si spende oggi per servizi alla persona meno di 15 anni fa, mentre i bisogni di chi ha un disabile o un anziano malato in casa sono divenuti drammaticamente insostenibili. Occorre dare una risposta immediata, riaprendo subito il decreto flussi. Non costerebbe un centesimo allo Stato ed anzi consentirebbe al Fisco ed all’INPS di incassare centinaia di milioni per tasse e contributi oggi evasi. Ma soprattutto darebbe dignità e sicurezza a chi lavora ed aiuterebbe concretamente le nostre famiglie.
Bruno Martellone – candidato per il consiglio comunale nella lista Sbarra – Treviso più Europa
Archiviato in: Elezioni comunali, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
SABATO 29 MARZO 2008 ORE 18.00
Loggia dei Cavalieri
“Adoramus te, benedicimus te, glorificamus te” -
Inaugurazione dell’installazione artistica dello scultore Romano Abate (sarà presente l’artista) - Presentazione della sezione trevigiana“Associazione Luca Coscioni, per la libertà della ricerca scientifica”.
Programma
Saluto di Sara Visentin coordinatrice della cellula Luca Coscioni di Treviso
Saluto di Giampaolo Sbarracandidato sindaco di “Lista SBARRA – Treviso più Europa”
Elsa Dezuanni (critico d’arte) e Romano Abate (artista)presentano l’installazione artistica.
Seguirà brindisi di inaugurazione.
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, bruno martellone, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, bruno martellone, partito socialista, treviso, treviso più europa
La mia vita privata.
Sono nato a Treviso 48 anni fa. Vengo da una famiglia di piccola borghesia cittadina. Mia madre, figlia di un rappresentante di commercio, repubblicano bergamino, veniva da Serravalle di Vittorio Veneto e insegnava lettere alle medie “Serena”. Mio padre, figlio di un funzionario dello Stato, giunto da bambino nella Marca dall’Italia Meridionale, partigiano a vent’anni nelle formazioni “Giustizia e libertà”, è stato avvocato per oltre mezzo secolo.
Ho vissuto sempre coi miei genitori, che sono mancati da poco. Ora vivo da single con un gattino persiano e abito a San Giuseppe, in via Preti 13. Sono considerato da sempre un buon partito, ma non mi sono (finora) sposato e non ho figli. Ho due nipotini, Giacomo e Andrea, i figli mio fratello Ugo, ai quali sono molto affezionato. Sono appassionato di lirica e fumo la pipa.
Formazione, studi ed attività professionale.
Ho studiato al Liceo Canova di Treviso. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, finito il servizio militare (caporale del “genio guastatori” nella brigata “Garibaldi” e non con gli alpini, a differenza di Sbarra), per qualche anno ho insegnato diritto ed economia in alcuni istituti superiori della città e della provincia. Dal 1989 faccio l’avvocato con studio a Treviso e sono iscritto all’Albo dei Cassazionisti.
Da vent’anni mi occupo dei problemi legali riguardanti i lavoratori stranieri e le loro famiglie e mi sono specializzato in diritto dell’immigrazione e dell’asilo, studiando all’Università di Firenze e all’Université Libre di Bruxelles e conseguendo un Master presso l’Università di Venezia.
Ho collaborato con molti enti pubblici e privati, tra i quali ANCI Veneto, Regione Toscana, CGIL Veneto, Provincia di Treviso, USL 9 Treviso, USL 22 Verona, Comuni di Venezia, Conegliano, Feltre, Cordenons, Mogliano, ecc… Mi occupo anche di formazione organizzando corsi e tenendo lezioni e conferenze sui problemi dell’immigrazione e degli stranieri in tutt’Italia. In questa materia ho pubblicato numerosi articoli e studi, in particolare per la Guida Normativa per gli Enti locali; nel 2000 è uscito un mio manuale che ha avuto una discreta diffusione (“Immigrazione, Ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari in Italia”) ed uno esce in questi giorni (“Il nuovo diritto degli stranieri”) che spero abbia la stessa fortuna.
Vita pubblica e politica
La passione politica è un vizio preso da piccolo. Al liceo Canova, dove per anni sono stato rappresentante degli studenti nel Consiglio d’istituto, le mia prima “palestra civile”. Sono stato anche eletto rappresentante degli studenti nel Consiglio scolastico distrettuale. Negli anni dell’università sono stato segretario provinciale e membro del Comitato Centrale della Federazione Giovanile Socialista. Di quel periodo ricordo in particolare l’impegno di solidarietà concreta e un po’ rischiosa per operai ed intellettuali del dissenso polacco e cecoslovacco. Non era facile, in quegli anni a cavallo tra i 70 e gli 80, essere socialista e liberale. E, a pensarci bene, non lo è nemmeno oggi. Non ho vissuto invece la politica degli anni 80, quella del pentapartito e di Craxi, preferendo laurearmi e imparare un mestiere. Dopo una forzata astinenza durata un intero decennio, ho ripreso a “mangiare” politica all’epoca dei referendum elettorali del 92, aderendo al piccolo ma battagliero movimento di Alleanza Democratica.
Nel 1994 dopo aver partecipato all’esperienza del “Cantiere” promosso da Domenico Lucani, sono stato eletto consigliere comunale come indipendente nella lista “Progressisti per Treviso” e sono stato membro della commissione statuto e della prima commissione consiliare (bilancio e affari generali). Delle tante battaglie fatte in consiglio comunale con i progressisti mi piace ricordare quelle per la trasparenza del bilancio del Comune, per la riorganizzazione della pianta organica del personale, per l’attuazione degli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto e per la difesa del Teatro comunale. Fuori del consiglio comunale ricordo la campagna elettorale nel 1996 per l’elezione alla Camera di Adriana Vigneri e le battaglie “anti-secessione” con l’associazione “Veneti Italiani Europei”.
Sono stato anche consigliere della circoscrizione A (centro storico) e della circoscrizione D (S.Giuseppe, Monigo, S. Angelo e Canizzano) per due legislature.
Ho aderito ai Democratici di Sinistra in occasione del loro I° congresso nel 2000 (quando ai piedi della quercia la falce e martello fu sostituita dalla rosa del socialismo europeo) e sono stato eletto Presidente della Direzione Provinciale del Partito. Dai DS sono uscito nel 2003 assieme ad alcuni militanti trevigiani della componente riformista, tra i quali Giampaolo Sbarra, per dissensi con la segreteria provinciale e regionale del partito. Ho continuato ad interessarmi dei problemi della città nel gruppo “Oggiperdomani”. Sono sempre stato attivo nell’associazionismo, in particolare quello che si occupa di immigrazione. Sono stato presidente del Coordinamento Fratelli d’Italia. Sono presidente dell’Osservatorio Giuridico sull’Immigrazione e dell’associazione Hospes Studi e Ricerche e socio dell’Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione.
Nel 2006 ho seguito con entusiasmo l’esperienza della Rosa nel pugno, aderendo, assieme ad altri compagni trevigiani all’Associazione Per la Rosa nel Pugno, promossa da Lanfranco Turci e quindi alla Costituente per il Partito socialista di cui sono coordinatore per la città di Treviso. Mi sono iscritto al rinato Partito socialista, tessera di adesione n. 21485. Sostengo la candidatura a sindaco di Giampaolo Sbarra. Mi candido per l’elezione al Consiglio comunale di Treviso come n. 2 nella lista “Treviso Più Europa”, subito dopo Paolo Ravasin, nostro capolista, malato di SLA. Quando posso e senza alcuna sistematicità raccolgo riflessioni e spunti sulla politica e sui problemi della mia città, nel mio blog politico il cui indirizzo è http://trevisolaica.wordpress.com/ .
Sono laico, liberale, radicale, socialista. Invertendo i fattori, il prodotto non cambia.
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, bruno martellone, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
ELEZIONI COMUNALI DI TREVISO
“LISTA SBARRA” (Treviso Più Europa)
|
1 |
Ravasin Paolo |
|
2 |
Martellone Bruno |
|
3 |
Calesso Luigi |
|
4 |
Aggio Gloria |
|
5 |
Bazzo Candido |
|
6 |
Beraldo Francesco |
|
7 |
Borella Pietro |
|
8 |
Borsato Gladys Giovanna |
|
9 |
Boschiero Patrizia |
|
10 |
Cacciolato Laura |
|
11 |
Cervellini Marco |
|
12 |
Covre Emiliano |
|
13 |
Daniel Matteo |
|
14 |
Di Chio Maria Antonietta |
|
15 |
Esposito Claudio |
|
16 |
Favaretto Lucio |
|
17 |
Ferraro Raffaele |
|
18 |
Franzon Paolo |
|
19 |
Gobbo Giampaolo |
|
20 |
Golfetto Loris |
|
21 |
Izzi Marco |
|
22 |
Màfera Giovanni |
|
23 |
Martin Cesare |
|
24 |
Martin Natalino |
|
25 |
Massaro Anna |
|
26 |
Mattiazzo Marika |
|
27 |
Milani Annalisa |
|
28 |
Minello Andrea |
|
29 |
Panazzolo Mattia |
|
30 |
Pani Martino |
|
31 |
Pattaro Silvano |
|
32 |
Peressoni Romano |
|
33 |
Pettinati Giuseppe |
|
34 |
Ros Stefano |
|
35 |
Secchieri Francesco |
|
36 |
Stampacchia Marcello |
|
37 |
Verin Giulio |
|
38 |
Vertucci Raffaele |
|
39 |
Visentin Roberta |
|
40 |
Visentin Sara |
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
per l’intervista a Radio Veneto Uno di Sbarra e Calesso clicca su:
http://www.radiovenetouno.it/notizie/player.asp?url=http://85.36.103.180/wwwfiles/ALTRO/SERVIZI/SBARRA_CALESSO.mp3&titolo=COMUNALI
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
Oggi altro punto a favore di Giampaolo Sbarra. Il Gruppo “Un’altra Treviso”, di Calesso & Mirra ha rinunciato a presentare l’ennesima lista civica ed ha scelto come proprio candidato sindaco il nostro Barack O’Sbarra. Ma di più! Ha deciso e richiesto di poter candidare alcuni suoi esponenti nella nostra lista dei magnifici di “Treviso PIU’ Europa”. Richiesta accolta! Dunque il cammino procede ed il segnale è di forza e di unità. Proprio mentre la stampa locale riferisce di divisioni interne al PD trevigiano e di polemiche con la sinistra comunista. Divisioni e polemiche, sia detto tra noi, assolutamente “politicistiche”, tutte incentrate su rapporti di forza tra gruppi autoreferenziali e non su questioni di sostanza. Del resto se PD e Sinistra Arcobaleno avessero voluto costruire una vera proposta politica si sarebbero rimbocati le maniche un’anno e mezzo fa, come ha fatto Barack O’Sbarra. Meglio così. Con la lista Sbarra vinceremo alla grande.
Ricevo da Stefano Dall’Agata (consigliere provinciale SD) che ringrazio anche per la documentazione che mi ha mandato:
“Mentre il PD trevigiano punta alla corsa solitaria, lancia messaggi all’UDC e rifiuta il confronto con la sinistra, nel resto d’Italia il PD stringe accordi con l?intero centrosinistra per cercare di vincere le elezioni. Non solo a Roma, non solo in Sicilia, ma anche in una realtà vicina e simile a quella di Treviso come Vicenza. C’è anche un’altra analogia tra Treviso e Vicenza, in entrambe il coordinatore provinciale del PD è espressione della mozione Bindi, con la differenza che a Vicenza questo si vede, a Treviso no. E comunque è tutto il PD, cioè Veltroni in primis, che ha scelto la linea di correre da solo alle elezioni politiche e in accordo con gli alleati di centrosinistra. Lo ha confermato Piero Fassino, lo ha messo per iscritto in una circolare ai coordinatori provinciali e regionali il responsabile nazionale del Partito Democratico Andrea Causin. In definitiva, è il PD trevigiano che è fuori linea.” (Stefano Dall’Agata)
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, treviso, treviso più europa
Tanti proclami di nuovismo, ma non si vedono né progetti né persone.
Poco prima dell’elezione del sindaco, come è già accaduto, Treviso si ritrova piena di replicanti di Bartali:”E’ tutto sbagliato, tutto da rifare”. E molti di quelli che per anni hanno taciuto, o si sono defilati in un isolamento dorato, o addirittura sono stati alla corte dei potenti e del governo locale oggi vengono ad insegnare come si dovrebbe fare.
E così si presentano sul palcoscenico nuovi “soggetti collettivi” (che non vogliono essere politici, ma si comportano esattamente come i politici) che in linea di massima ripetono ciò che si dice da anni, come se fosse una novità, a partire dalla necessità di rinnovare la classe dirigente.
Ebbene, voglio dire che il problema dell’immobilismo della politica lo vivo anch’io, che nella politica locale ci sono da anni, e non sono esente da responsabilità; questa, però, non è una questione che si risolve a proclami nell’ultimo mese prima delle elezioni, ma necessita di un lavoro paziente di elaborazione di progetti e formazione delle persone.
Oltre tutto, più volte ho cercato di mettere in evidenza che non si tratta solo di una questione politica, poiché la classe dirigente di una città è fatta anche di operatori economici, professionisti, intellettuali, dirigenti di associazioni di vario tipo.
Trovo velleitario (ma in molti casi è puramente demagogico, in alcuni casi addirittura una “furbata”) che alcune “anime belle” pretendano che in dirittura d’arrivo, appena prima delle elezioni, emergano le persone “nuove”, perché in realtà esse si troverebbero abbandonate a se stesse in un’arena senza regole (anzi peggio, con regole conosciute solo dai “soliti noti”).
Quando proposi le “elezioni primarie” – quelle vere, non quelle addomesticate che conosciamo in Italia – per giungere alle elezioni del 2008 (era il novembre del 2006) immaginavo proprio questo: un percorso condiviso per fare emergere idee e persone. In questo anno e mezzo non ho sentito molte voci di sostegno al riguardo, ma ho percepito tanta diffidenza e una ostentata indifferenza: sia nei partiti, sia nei “civici”, sia in quelli che oggi vogliono il rinnovamento.
E però, nessuno ha proposto un metodo alternativo, per giungere in modo aperto e trasparente ad un appuntamento che puòdavvero – ma solo se ben preparato – contribuire al rinnovamento del ceto politico.
Così siamo arrivati alle elezioni con il solito accordo-disaccordo tra segreterie di partito, con le quali segreterie trattano anche le sedicenti “liste civiche”, a dimostrazione, se fosse necessario, che i professionisti della politica utilizzano proprio tutti gli strumenti a disposizione.
Sia chiaro che non mi scandalizzo: conosco l’ambiente tanto da sapere che molti di quelli che oggi a parole reclamano il rinnovamento, in realtà sono pronti a praticare con spregiudicatezza il tatticismo tanto criticato dei politici. Si sa, infatti, che nel “gesuitismo italiano” i comportamenti sono buoni o cattivi non in sé, ma secondo chi li adotta.
In politica non mi piace il moralismo, preferisco la razionalità e la trasparenza, che consistono nel metodo.
Su questa base possiamo confrontare i progetti e fare spazio alle persone.
Noi di “Treviso PIU’ Europa” riteniamo di avere le carte in regola, e non ci tiriamo indietro: il progetto l’abbiamo reso pubblico con largo anticipo, le nostre idee programmatiche sono in internet a disposizione di tutti (e ho visto che più di qualcuno se ne è servito: bene così, le abbiamo messe là apposta); anche la mia attività di consigliere è in larga parte in internet. E ci siamo sempre messi in gioco, senza paracadute.
Anche la lista è aperta per chi vuole impegnarsi, ma quando la renderemo pubblica si vedrà che non aspettiamo consiglieri più o meno disinteressati per sapere che il ricambio è una necessità del governo, a Treviso, ma anche dell’opposizione. Che, nel suo complesso, non ha saputo né farsi carico della necessità di elaborare un progetto alternativo, né cogliere le occasione offerte.
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, diario dell'avventura, treviso, treviso più europa
“La città delle opportunità”: ma che bello slogan chennediano! Se fossimo nell’Illinois, caro Barak O’Sbarra, ti direi “We can!”. Ma siamo a Treviso e ti dico: “ghè ‘a fémo”. Questo è sicuro. Anzi, come ti ha detto Oliviero Toscani (grazie Oliviero!): hai già vinto e noi con te. Intanto oggi, magnifica giornata di sole, giorno di San Valentino, a noi tutti innamorati di te ci hai presentato il tuo simbolo e la tua lista, che poi sono il nostro simbolo e la nostra lista. Da oggi i Trevisani hanno 60 giorni per pensarci e credo proprio che ci penseranno. Io ce la metterò tutta per darti una mano anche perchè penso che valga la pena scommettere su questi nostri amati concittadini, che stupidi spero proprio non siano a perdersi lo spettacolo di quella “città delle opportunità” che ci prometti. Allora in marcia: dài, “uì kén”, ghèa femo! (bruno martellone)
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, bruno martellone, partito socialista, treviso
Prometto che d’ora in poi se potrò dire la mia, sarà solo per parlare di problemi delle famiglie trevigiane e di proposte per la città. Non posso tuttavia sottrarmi al dovere di intervenire l’ultima volta su liste e schieramenti per le prossime comunali. Dunque è ufficiale: andremo tutti in ordine sparso. E questo a me pare, a Treviso, solo un regalo a Gobbo e Gentilini. Di questa folle deriva del Centrosinistra non siamo noi i responsabili. Finché c’era un “tavolo” dell’Unione, ci siamo stati, sanche se sapevamo che per vincere non basta mettere insieme i partiti del Centrosinistra. Vincere si può a Treviso se, messi da parte divisioni e vecchi riti delle segreterie, si fa un patto direttamente coi cittadini. Se anzitutto si ascolta quello che hanno da dire. Per questo volevamo le primarie. Quelle vere dove sono gli elettori a decidere. Ma questo, evidentemente, per qualcuno era un rischio troppo forte. Nessuno può rimproverarci di non averci provato e riprovato, con pazienza infinita, senso di responsabilità, disponibilità. Due settimane fa l’ultimo tentativo. L’abbiamo fatto in pubblico e per iscritto, allargando l’appello a chiunque escludesse accordi con la Lega. Proponendo un patto per l’alternativa in tre punti: 1) un’assemblea pubblica per ascoltare categorie, associazioni, comitati, chiunque abbia qualcosa da dire sui problemi della città 2) un programma comune sottoscritto dai partiti e dalle liste 3) le primarie per scegliere il candidato sindaco. Così hanno fatto a Vicenza meno di un mese fa. Così si poteva fare anche per Treviso. Qualcuno è venuto, forse per cortesia. Qualcuno è stato mandato ad osservare. Qualcun altro nemmeno ha risposto. Comunque è bene si sappia: la miseria a cui i partiti del centrosinistra a Treviso oggi sono ridotti ha un padre – il Partito Democratico – e una madre – la Sinistra Comunista – ben precisi. Ci hanno fatto solo perdere tempo! Adesso basta. E’ ora di fare un passo avanti e procedere spediti. Ci rivolgiamo direttamente agli elettori. A quelli che hanno sempre votato per il centrosinistra, ma oggi non ci stanno a ridurre tutto ad una avvilente “conta” tra Partito democratico e Sinistra comunista. A quelli che forse in passato hanno votato Gobbo e Gentilini, ma oggi pensano che dopo quindici anni il sistema di potere leghista è il tappo che impedisce alla città di crescere e di rinnovarsi. Ai cittadini ai quali non interessa mandare in consiglio comunale questo o quel “politico”, magari travestito da “civico”, ma vogliono un’amministrazione diversa che li ascolti senza arroganza e non li faccia più vergognare di essere trevigiani. Proporremo a chi ci sta un progetto per una Treviso più aperta e più europea. Un programma per liberare la città dalla ragnatela del sistema di potere leghista. Sosterremo Giampaolo Sbarra, non solo perché di quel sistema è stato in questi anni il critico più lucido, efficace e disinteressato, ma perché non è arrogante e sa ascoltare e sa quali sono le risposte giuste alle domande di una città che non è più quella di 15 anni fa e vuole andare avanti. E stavolta, ci saremo anche noi, con le nostre proposte, le nostre candidate e i nostri candidati. In prima fila.
Treviso, 10 febbraio 2008
Bruno Martellone – Costituente per il partito socialista
Io te lo copio dal blog di sara visentin http://saravisentin.wordpress.com/) e tu te lo leggi poi se vuoi te lo copi sul tuo blog che te lo leggono e se lo copiano…
“Non è facile stare all’opposizione, in particolare quando la maggioranza è arrogante e strafottente. Non è facile starci per 15 anni mantenendo la determinazione nel fare la propria parte.
Non è facile starci quando ad ogni tornata amministrativa il progetto risulta progressivamente più frammentato, e i personalismi finiscono per prevalere sul bene comune. Le lotte per emergere sono spesso paradossalmente più estreme quanto meno “potere” reale c’è da spartire: se ce ne fosse tanto in qualche modo ci si metterebbe d’accordo.
Non è facile trovare qualcuno di nuovo, di vincente, che si esponga con la propria faccia e la propria reputazione quando la prospettiva è ragionevolmente quella di una sconfitta.
Non stupisce, quindi, che l’attuale opposizione cittadina non abbia un progetto unitario né tantomeno un candidato sindaco forte, al di sopra e al di là delle beghe di partito, il cavallo di razza capace di sparigliare davvero le carte.
Non stupisce.
Quello che è davvero stupefacente, però, è che oltre a questo non ci sia nemmeno un tentativo di incontrarsi, di mettere insieme le proprie forze, di contarsi, magari. O meglio, che di fronte a questo tentativo alcuni fischiettino, fingendo che la cosa non li tanga.
Quello che è davvero stupefacente è che non si sia riusciti nemmeno a costruire un tavolo del centrosinistra, un luogo di confronto.
La nostra città ha spesso meritato gli amministratori che la governavano, ma non credo oggi non meriti almeno una proposta alternativa.
Non ha importanza che lo scenario nazionale ci costringa a lavorare per le elezioni politiche, forse insieme a quelle amministrative.
Treviso si merita una chance, e possiamo ancora dargliela.
Meglio sarebbe stato poter organizzare le primarie, e dare la possibilità e la responsabilità ai trevigiani di scegliere il candidato sindaco, e di sostenerlo.
I tempi, oramai, difficilmente lo consentiranno, ma anche in mancanza di questo ci sono idee, ci sono progetti, ci sono energie. Le prospettive non sono completamente chiuse.
Davvero, però, oggi è opportuno che i perditempo si astengano dal legare le mani anche a queste energie. E’ bene che chi c’è possa cominciare -o continuare- a lavorare.” (dal blog di Sara Visentin, oggi)
In primavera si vota per le Comunali in due capoluoghi di provincia veneti: Treviso e Vicenza. A Vicenza la notizia è che venerdì scorso i partiti dell’Unione hanno tutti sottoscritto un patto per costruire insieme un programma comune e per scegliere con le primarie il candidato sindaco. Non che tutto sia rose e fiori per il Centrosinistra vicentino. Le possibilità di vincere dopo più di 10 anni di umiliante isolamento all’opposizione non sono molte. Per certi versi gli amici vicentini hanno di fronte un quadro anche meno incoraggiante del nostro. Mentre a Treviso Lega e Forza Italia non governano insieme la città e non sembrano vicine ad una candidatura comune fin dal primo turno, a Vicenza l’accordo nel Centrodestra è da anni granitico in Comune e in Provincia. Nemmeno la questione Dal Molin aiuta, spaccando a metà proprio l’Unione. Eppure a Vicenza l’accordo si è trovato, con impegni e scadenze sottoscritti da tutti.A Treviso oggi la situazione è la peggiore che si potesse immaginare.
Da quasi un anno il tavolo dell’Unione non si riunisce e nessuno fa un passo per costruire una candidatura a sindaco condivisa da tutti i partiti che si dicono alternativi alla Lega.
La scorsa estate ci dissero di stare buoni, perchè tutto si sarebbe messo in moto dopo la nascita del Partito democratico.
L’estate è passata, il Pd è nato. anche l’autunno è passato. Non abbiamo visto nessun segnale e ormai siamo nel pieno dell’inverno.
In questa situazione ognuno si va attrezzando per fare corsa a sè. Quando diciamo ognuno non parliamo solo dei partiti, ma di chiunque abbia o presuma di avere la possibilità di “fare il consigliere”, dando per scontato che per l’alternativa all’amministrazione leghista che governa da 15 anni la città non c’è nulla da fare. Proliferano così anche le liste “civiche”, ognuna col suo candidato sindaco “fuori dagli schieramenti”, che tuttavia non corre per vincere le elezioni ma tutt’al più per garantirsi un posto in consiglio comunale.
Se questa deriva non viene contrastata, il candidato della Lega, con o senza l’appoggio degli altri partiti del Centrodestra, ha serie possibilità di passare al primo turno. Ma se anche un ballottaggio vi fosse, l’ipotesi che nessun candidato del Centrosinistra vi arrivi è oggi quella più probabile. Non sappiamo se questo è frutto di un preciso disegno politico. Non può essere comunque il nostro. Non si può chiedere agli elettori di votarci in queste condizioni.
Perchè non facciamo anche noi come a Vicenza? Perchè non chiediamo a tutte le forze politiche, i gruppi, i comitati, le liste civiche che non vogliono di nuovo Gobbo e Gentilini a comandare in Comune di sottoscrivere un Patto per costruire un’alternativa alla Lega? Un Patto semplicissimo in soli tre punti:
1) organizzare insieme un grande momento di ascolto della città, due giorni nel mese di febbraio per consultare categorie, associazioni, realtà di quartiere, comitati, semplici cittadini sulle principali questioni del governo della città: urbanistica, sviluppo economico, organizzazione dei servizi pubblici, politiche sociali e culturali…
2) sottoscrivere insieme entro febbraio un programma amministrativo comune sulla base di quanto emerso dall’ascolto della città
3) scegliere insieme con le primarie entro la prima metà di marzo un candidato sindaco disposto a portare avanti quel programma
Questa era in realtà la proposta di Sbarra già più di un anno fa, ma il suo vero punto di forza era soprattutto il fatto di muoversi con anticipo. Se avessimo accettato la tempistica indicata da Sbarra oggi avremmo già programma e candidato ed ogni energia potrebbe essere già spesa pe farli conoscere ai cittadini, con il vantaggio di non avere concorrenti.
Questo vantaggio ormai è perso. Ma anche se forse disperato, non si può non fare un ultimo tentativo per richiamare le forze politiche che si dicono alternative alla Lega all’unità, invitandole a dichiarare subito, nelle prossime ore, senza ambiguità nè condizioni, che l’unica via per proporre un programma ed un candidato comune alla città è quella del Patto che sopra ho indicato.
Se l’ennesimo appello cadrà nel vuoto, come molti che l’hanno preceduto, sarà difficile poi ricostruire le ragioni di una solidarietà politica nella quale molti hanno creduto e si sono finora impegnati. (pecorella rossa)
ai lettori di questo blog mi permetto di segnalare l’incontro con Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni, sul tema LIBERI DI VIVERE E DI MORIRE, Testamento biologico, libertà di ricerca scientifica, libertà di cura, rifiuto dell’accanimento terapeutico, terapia del dolore, scelte di fine vita, servizi sanitari territoriali… che si terrà a Treviso Venerdì 7 dicembre - ore 18 presso l’Aula attività seminariali di Ca’ Bomben – Fondazione Benetton, via Cornarotta 7-9.Sono previsti interventi di Maria Di Chio (ass. Libera uscita)Davide Cervellin (ass. Coscioni), Giorgio Favara (ricercatore Univ. Padova), Bruno Martellone (partito socialista), Gregorio Plescan (pastore valdese), Paola Poldelmengo (ass. La Ginestra), Raffaele Ferraro (Veneto Radicale).
L’incontro rientra in un ciclo di dibattiti pubblici su temi di attualità politica e culturale promossi dal consigliere comunale Giampaolo Sbarra (gruppo Rosa nel Pugno-laici, liberali, socialisti e radicali).
bruno martellone
Gentilini annuncia la pubblicazione di un volume (ovviamente la sua fantasia immaginifica trasforma la cosa in un’intera “enciclopedia”) con le “opere” realizzate dall’anno I all’anno XV dell’E.G. (era Gentilini). Già si annuncia una controenciclopedia per demolire non già le “opere”, ma le fanfaronate del regime. Ben venga! Poichè le cose fatte (certamente ce ne sono di positive) comunque sono state realizzate coi soldi del contribuente, i cittadini sappiano quanti soldi sono stati spesi, quandi buttati via, quante cose non sono state fatte, quanti danni si sono pagati… Da parte mia vorrei dare un aiuto raccontando a puntate, la storia di un gruppo di potere che in questi anni ha messo letteralmente le mani sulla città. Mi piacerebbero commenti e contributi. Certamente si deve guardare avanti, ma la memoria corta non ha mai aiutato a costruire il futuro. Quindici anni sono molti. Altri cinque anni e sarà un Ventennio. Io spero che la Liberazione stavolta arrivi prima.
Sulle pagine di Tribuna, oggi l’irresistibile ”contropiede” del prof Brunetta: visto che alla “Margherita pigliatutto” vanno segretario regionale e provinciale del partito democratico, “almeno il candidato sindaco di Treviso vogliamo darlo ai DS ?” Ora so a cosa serviva un “nuovo” partito: se prima tra diessini e margheriti era zuffa tra due partiti, ora è tra due partiti dentro lo stesso partito. Non stupisce invece che il prof “lanci” la candidatura del prof Zanetti: “Un bel candidato per questo centrosinistra cittadino rinato sotto il simbolo del Partito democratico” (Sic!). Per “questo” centrosinistra certo sì è il migliore dei candidati, visto che per “questo” centrosinistra nuovo, anzi “rinato sotto il PD” la scelta di un candidato non è neanche più questione di equilibri e trattative tra le segreterie dei partiti, ma addirittura di resa dei conti interni tra correnti di uno stesso partito. Ecco perchè non volevano e non vogliono le primarie vere proposte da Sbarra (anche lui prof, ma di un’altra scuola) ossia lasciare che la scelta sia fatta dagli elettori e non dai “vertici” sempre più autoreferenziali dei partiti. Qualche maligno oggi mi diceva: quei poverini degli ex diessini giunti al capolinea s’aggrappano all’idea che il candidato sindaco sia uno dei loro non perchè un ex pci (e per Zanetti quelli del pci erano bei tempi!) abbia qualche minima possibilità di vincere a Treviso, ma perchè, con la preferenza unica ed in una lista unica assieme a quei volponi degli ex democristiani-margheriti, questo è l’unico modo di fare un consigliere. Dall’orgoglio di partito all’orgoglio di corrente. Che tristezza!
Mentre partecipo ai lavori del Congresso di Radicali italiani a Padova (appena ho un po’ di tempo, proverò a dirne qualcosa), mi viene in mente di cercare su Google “laici a Treviso” e cosa mi esce? il sito di una parrocchia, dove si annuncia che per il prossimo Natale due parrocchiani avranno l’incarico di distribuire la comunione durante la messa… Nient’altro. I laici a Treviso sono così forti che presto sostituiranno i preti!
Bruno Martellone
Che in giro la gente si senta meno sicura è l’unica cosa…sicura. Quanto ciò dipenda da un’effettiva crescita – quantitativa o qualitativa – della c.d. “criminalità diffusa” (oggi non si parla più, giustamente, di microcriminalità) questo è meno chiaro. I dati ufficiali sembrerebbero infatti indicare una riduzione dei reati e anche le accuse all’indulto voluto da quasi il 90% del parlamento (ma io ero e sono per l’amnistia, che è cosa diversa) in parte si sono dimostrate infondate. Tuttavia l’insicurezza della gente cresce e con essa la richiesta di misure sempre più “forti”. Probabilmente la gente è insicura anche perchè c’è chi – nei media e spesso nella politica – “agita” irrazionalmente il problema. Quest’ultimo sicuramente esiste, così come esisterebbero risposte razionali ed efficaci che si possono adottare per difendere la popolazione dalla minaccia della criminalità diffusa. Ma chi alza la voce non è detto che sia il più bravo anche a risolvere il problema. La propaganda anzi non è la soluzione, ma parte del problema stesso, perchè non fa che aumentare il senso di insicurezza della popolazione e la sfiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura che ci debbono proteggere. Come giustamente ha osservato Sbarra, nessuno si sognerebbe di consultare Gentilini come “esperto” in materia di sicurezza. Le sue “proposte” – vagoni piombati, corda & sapone, muri e recinti, ecc… – sono sempre demagogiche e paradossali, spesso offensive verso una parte della popolazione. Perloppiù si tratta di discorsi estremi, che certo appaiono “chiari” ed intransigenti, ma che essendo impraticabili lasciano tutto come prima. Ero presente in municipio il giorno che regalarono a Gentilini, da poco eletto sindaco, stella e cinturone con pistole da sceriffo, proponendogli subito di farsi fotografare. Una trovata giornalistica, per qualcuno. Una mascherata, per qualcun altro. La prima di una lunga serie. E così stiamo andando avanti da 12 anni, un tempo lunghissimo, più che sufficiente per affrontare e risolvere qualunque problema. Ma la miglior prova che i risultati sono finora scarsini è proprio il fatto che, dopo 12 anni, lui ancora parla, anzi urla. E non è un caso che oggi si scopra che il nostro Comune spende la metà (costo pro capite) di una città come Padova. Eppure lui è il modello dei “sindaci-sceriffi” oggi tanto di moda. Ma di cosa è veramente “esperto” Gentilini? Di insicurezza. Se strillasse di meno, forse la situazione sarebbe la stessa, ma almeno potremmo concentrarci di più sulle cose da fare.
Bruno Martellone
Visto ieri sera (non tutto, ahimè, son tornato a casa tardi dal lavoro) in TV il dibattito su Antenna 3 con Sbarra e qualche altro “politico” locale. Cercando di essere il più obiettivo possibile, mi è sembrata evidente la differente qualità non solo della proposta, che è “politica” a tutto tondo, di Sbarra, ma anche della persona. Quello che ho capito e che credo si sia visto anche in TV è che, malgrado certe spigolosità e pignolerie che sono nel suo carattere, per Giampaolo l’impegno politico è rimasta un’esperienza anzitutto di relazioni “umane”, di contatto appassionato con la realtà della gente. L’apertura e la serietà nel farsi carico dei problemi ed anche il saldo possesso di un solido metodo di lavoro, costruito ostinatamente nel tempo, sono le sue armi vincenti, di fronte alla superficialità, alla strumentalità, alla propaganda dilaganti. Per Sbarra l’impegno politico è un “lavoro”, non perchè gli dà da vivere (dio sa quanto invece in termini anche economici gli deve costare!), ma nel senso che ci mette tutto sè stesso, con passione e intelligenza. La novità che ho colto è che questa serietà non crea più distanza, perchè non solo chi ha bisogno d’aiuto ed è stato da troppo tempo dimenticato, ma anche chi ha responsabilità imprenditoriali o professionali e cerca disperatamente un interlocutore politico ed amministrativo serio ed affidabile, avverte di poter contare su di lui, anzitutto come persona. Giampaolo Sbarra ha sempre voluto essere vicino e comunicare. Col tempo ci sta riuscendo. E sorride. Il suo è un sorriso tutto particolare. Molto diverso dalla risata jenesca di Gobbo o dal ghigno arrogante di Gentilini. Somiglia a quello di un famoso ritratto di Niccolò Macchiavelli, mi pare del Vasari. Il sorriso di un uomo esperto ed intelligente, che è anche un ragazzo sbarazzino e innocente. Un laico realista e disincantato, ma che non ha smesso di appassionarsi. Con quel sorriso Sbarra ha già vinto.
Bruno Martellone




