TREVISOLAICA che ovviamente è una Treviso PIU’ Europa, con (speriamo) più laici, più socialisti, più liberali, più radicali…


Regolarizzare le badanti per aiutare le famiglie trevigiane con anziani malati e disabili

In campagna elettorale tutti parlano di immigrazione. Tutti più o meno dicono che si deve accogliere chi viene per lavorare e cacciare chi non rispetta la legge. Intanto centinaia di famiglie trevigiane – 270mila in Italia – hanno chiesto di regolarizzare il rapporto di lavoro con colf e badanti cheoggi lavorano nelle loro case in condizioni di irregolarità. Sono famiglie lasciate sole dall’amministrazione comunale leghista che non assicura loro un’assistenza domiciliare pubblica decente. A Treviso si spende oggi per servizi alla persona meno di 15 anni fa, mentre i bisogni di chi ha un disabile o un anziano malato in casa sono divenuti drammaticamente insostenibili. Occorre dare una risposta immediata, riaprendo subito il decreto flussi. Non costerebbe un centesimo allo Stato ed anzi consentirebbe al Fisco ed all’INPS di incassare centinaia di milioni per tasse e contributi oggi evasi. Ma soprattutto darebbe dignità e sicurezza a chi lavora ed aiuterebbe concretamente le nostre famiglie.

Bruno Martellone – candidato per il consiglio comunale nella lista Sbarra – Treviso più Europa



SABATO 5 APRILE ORE 17 – SBARRA E PANNELLA (lui in persona!) IN PIAZZA DEI SIGNORI
31 Marzo, 2008, 1:22 pm
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sbarrapannella.jpg

SABATO 5 APRILE ORE 17,00

TREVISO – PIAZZA DEI SIGNORI

comizio

GIAMPAOLO SBARRA

candidato Sindaco

MARCO PANNELLA

lui in persona

vota lista Sbarra – Treviso Più Europa

 

 



Via la “Casta padana”! Azzerare i CDA, dimezzare i gettoni di presenza.

I trevigiani hanno certo notato in questi giorni quanta gente sta correndo a destra e a manca “per il partito”. Evidentemente “dal partito” qualcuno ha ricevuto e qualcun altro spera di ricevere. Così dopo 15 anni di era leghista Treviso ha la sua “casta padana”. A Treviso in quattro anni sindaco, assessori e presidenti di quartiere hanno “mangiato” due milioni di euro. Solo in un anno la somma di indennità e gettoni di presenza dei membri leghisti nei consigli d’amministrazione di nomina comunale arriva a quasi 300mila euro.

Al primo punto del programma della lista Sbarra: azzerare i consigli d’amministrazione delle società partecipate del comune e degli enti gestori di servizi pubblici locali. Al secondo punto: ridurre della metà le indennità ed i gettoni di presenza.

Bruno Martellone-candidato per il Consiglio comunale “Lista Sbarra-Treviso più Europa”.



Domenica 30 marzo ore 17 – Comizio Intini e Sbarra

  DOMENICA  30 marzo, ore 17 – PIAZZA DEI SIGNORI TREVISO

COMIZIO CON

UGO INTINI

Viceministro degli esteri – capolista socialista Camera Veneto 2

GIAMPAOLO SBARRA

candidato a Sindaco di Treviso ”Treviso più Europa”

Con la presenza dei Candidati socialisti alla Camera ed al Senato



“ADORAMUS TE, BENEDICIMUS TE, GLORIFICAMUS TE”. Treviso 29 marzo – Installazione artistica di Romano Abate
30 Marzo, 2008, 1:18 pm
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SABATO 29 MARZO 2008 ORE 18.00

Loggia dei Cavalieri 

“Adoramus te, benedicimus te, glorificamus te” - 

Inaugurazione dell’installazione artistica dello scultore Romano Abate (sarà presente l’artista) - Presentazione della sezione trevigiana“Associazione Luca Coscioni, per la libertà della ricerca scientifica”.  

Programma

 Saluto di Sara Visentin coordinatrice della cellula Luca Coscioni di Treviso 

Saluto di Giampaolo Sbarracandidato sindaco di “Lista SBARRA – Treviso più Europa” 

Elsa Dezuanni (critico d’arte) e Romano Abate (artista)presentano l’installazione artistica. 

Seguirà brindisi di inaugurazione.  



Per aiutare i trevigiani a pagare l’affitto. Via i leghisti dal Comune e dall’ATER!
Il segretario del SUNIA di Treviso Bellotto oggi sulla stampa locale lamenta la disattenzione della campagna elettorale sul grave problema delle locazioni a Treviso, giungendo perfino a minacciare l’astensione dal voto. La questione degli affitti riguarda 19mila famiglie trevigiane, quasi tutte a basso reddito. Case sempre meno reperibili a canone se non equo, almeno accessibile, spese condominiali alle stelle, appartamenti sovraffollati. La soluzione non è lo sciopero del voto, ma punire chi finora ha amministrato la città, disinteressandosi dei problemi della gente che vive solo del proprio lavoro, mentre qualcuno intanto si è arricchito approfittando di una politica che favorisce solo la rendita fondiaria e le speculazioni edilizie. Ci si è chiesti come mai per le famiglie è difficile trovare un affitto o comprare una casa ad un prezzo accessibile, mentre si continuano a costruire milioni di metri cubi di abitazioni “di lusso” che restano vuote? E l’ATER, dove la Lega spadroneggia, che fa? Al primo punto del programma per un nuovo governo della città ci dev’essere l’azzeramento dei consigli d’amministrazione degli enti dove i leghisti si sono installati, percependo lauti stipendi. E il primo consiglio d’amministrazione che dev’essere azzerato è quello dell’ATER, sostituendo gli attuali amministratori con professionisti onesti e competenti, senza ”targhe” di partito.
Bruno Martellone – Candidato Lista Sbarra – Treviso Più Europa.


BRUNO MARTELLONE. VISTO DI PROFILO.

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La mia vita privata.

Sono nato a Treviso 48 anni fa. Vengo da una famiglia di piccola borghesia cittadina. Mia madre, figlia di un rappresentante di commercio, repubblicano bergamino, veniva da Serravalle di Vittorio Veneto e insegnava lettere alle medie “Serena”. Mio padre, figlio di un funzionario dello Stato, giunto da bambino nella Marca dall’Italia Meridionale, partigiano a vent’anni nelle formazioni “Giustizia e libertà”, è stato avvocato per oltre mezzo secolo.

Ho vissuto sempre coi miei genitori, che sono mancati da poco. Ora vivo da single con un gattino persiano e abito a San Giuseppe, in via Preti 13. Sono considerato da sempre un buon partito, ma non mi sono (finora) sposato e non ho figli. Ho due nipotini, Giacomo e Andrea, i figli mio fratello Ugo, ai quali sono molto affezionato. Sono appassionato di lirica e fumo la pipa.

Formazione, studi ed attività professionale.

Ho studiato al Liceo Canova di Treviso. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, finito il servizio militare (caporale del “genio guastatori” nella brigata “Garibaldi” e non con gli alpini, a differenza di Sbarra), per qualche anno ho insegnato diritto ed economia in alcuni istituti superiori della città e della provincia. Dal 1989 faccio l’avvocato con studio a Treviso e sono iscritto all’Albo dei Cassazionisti.  

Da vent’anni mi occupo dei problemi legali riguardanti i lavoratori stranieri e le loro famiglie e mi sono specializzato in diritto dell’immigrazione e dell’asilo, studiando all’Università di Firenze e all’Université Libre di Bruxelles e conseguendo un Master presso l’Università di Venezia.

Ho collaborato con molti enti pubblici e privati, tra i quali ANCI Veneto, Regione Toscana, CGIL Veneto, Provincia di Treviso, USL 9 Treviso, USL 22 Verona, Comuni di Venezia, Conegliano, Feltre, Cordenons, Mogliano, ecc… Mi occupo anche di formazione organizzando corsi e tenendo lezioni e conferenze sui problemi dell’immigrazione e degli stranieri in tutt’Italia. In questa materia ho pubblicato numerosi articoli e studi, in particolare per la Guida Normativa per gli Enti locali; nel 2000 è uscito un mio manuale che ha avuto una discreta diffusione (“Immigrazione, Ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari in Italia”) ed uno esce in questi giorni (“Il nuovo diritto degli stranieri”) che spero abbia la stessa fortuna.

Vita pubblica e politica

La passione politica è un vizio preso da piccolo. Al liceo Canova, dove per anni sono stato rappresentante degli studenti nel Consiglio d’istituto, le mia prima “palestra civile”.  Sono stato anche eletto rappresentante degli studenti nel Consiglio scolastico distrettuale. Negli anni dell’università sono stato segretario provinciale e membro del Comitato Centrale della Federazione Giovanile Socialista. Di quel periodo ricordo in particolare l’impegno di solidarietà concreta e un po’ rischiosa per operai ed intellettuali del dissenso polacco e cecoslovacco. Non era facile, in quegli anni a cavallo tra i 70 e gli 80, essere socialista e liberale. E, a pensarci bene, non lo è nemmeno oggi. Non ho vissuto invece la politica degli anni 80, quella del pentapartito e di Craxi, preferendo laurearmi e imparare un mestiere. Dopo una forzata astinenza durata un intero decennio, ho ripreso a “mangiare” politica all’epoca dei referendum elettorali del 92, aderendo al piccolo ma battagliero movimento di Alleanza Democratica.

Nel 1994 dopo aver partecipato all’esperienza del “Cantiere” promosso da Domenico Lucani, sono stato eletto consigliere comunale come indipendente nella lista “Progressisti per Treviso” e sono stato membro della commissione statuto e della prima commissione consiliare (bilancio e affari generali). Delle tante battaglie fatte in consiglio comunale con i progressisti mi piace ricordare quelle per la trasparenza del bilancio del Comune, per la riorganizzazione della pianta organica del personale, per l’attuazione degli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto e per la difesa del Teatro comunale. Fuori del consiglio comunale ricordo la campagna elettorale nel 1996 per l’elezione alla Camera di Adriana Vigneri e le battaglie “anti-secessione” con l’associazione “Veneti Italiani Europei”.

Sono stato anche consigliere della circoscrizione A (centro storico) e della circoscrizione D (S.Giuseppe, Monigo, S. Angelo e Canizzano) per due legislature.

Ho aderito ai Democratici di Sinistra in occasione del loro I° congresso nel 2000 (quando ai piedi della quercia la falce e martello fu sostituita dalla rosa del socialismo europeo) e sono stato eletto Presidente della Direzione Provinciale del Partito. Dai DS sono uscito nel 2003 assieme ad  alcuni militanti trevigiani della componente riformista, tra i quali Giampaolo Sbarra, per dissensi con la segreteria provinciale e regionale del partito. Ho continuato ad interessarmi dei problemi della città nel gruppo “Oggiperdomani”. Sono sempre stato attivo nell’associazionismo, in particolare quello che si occupa di immigrazione. Sono stato presidente del Coordinamento Fratelli d’Italia. Sono presidente dell’Osservatorio Giuridico sull’Immigrazione e dell’associazione Hospes Studi e Ricerche e socio dell’Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione.

Nel 2006 ho seguito con entusiasmo l’esperienza della Rosa nel pugno, aderendo, assieme ad altri compagni trevigiani all’Associazione Per la Rosa nel Pugno, promossa da Lanfranco Turci e quindi alla Costituente per il Partito socialista di cui sono coordinatore per la città di Treviso. Mi sono iscritto al rinato Partito socialista, tessera di adesione n. 21485. Sostengo la candidatura a sindaco di Giampaolo Sbarra. Mi candido per l’elezione al Consiglio comunale di Treviso come n. 2 nella lista “Treviso Più Europa”, subito dopo Paolo Ravasin, nostro capolista, malato di SLA. Quando posso e senza alcuna sistematicità raccolgo riflessioni e spunti sulla politica e sui problemi della mia città, nel mio blog politico il cui indirizzo è http://trevisolaica.wordpress.com/ .

Sono laico, liberale, radicale, socialista. Invertendo i fattori, il prodotto non cambia.



LA LISTA SBARRA. I MAGNIFICI 40 CANDIDATI

ELEZIONI COMUNALI DI TREVISO

 “LISTA SBARRA” (Treviso Più Europa)

1

Ravasin Paolo

2

Martellone Bruno

3

Calesso Luigi

4

Aggio Gloria

5

Bazzo Candido

6

Beraldo Francesco

7

Borella Pietro

8

Borsato Gladys Giovanna

9

Boschiero Patrizia

10

Cacciolato Laura

11

Cervellini Marco

12

Covre Emiliano

13

Daniel Matteo

14

Di Chio Maria Antonietta

15

Esposito Claudio

16

Favaretto Lucio

17

Ferraro Raffaele

18

Franzon Paolo

19

Gobbo Giampaolo

20

Golfetto Loris

21

Izzi Marco

22

Màfera Giovanni

23

Martin Cesare

24

Martin Natalino

25

Massaro Anna

26

Mattiazzo Marika

27

Milani Annalisa

28

Minello Andrea

29

Panazzolo Mattia

30

Pani Martino

31

Pattaro Silvano

32

Peressoni Romano

33

Pettinati Giuseppe

34

Ros Stefano

35

Secchieri Francesco

36

Stampacchia Marcello

37

Verin Giulio

38

Vertucci Raffaele

39

Visentin Roberta

40

Visentin Sara


La “lezione” di Sbarra. Discorso per la città, discorso ai cittadini.
15 Marzo, 2008, 7:53 pm
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Più di cinquanta minuti è durato il “discorso per la città”di Giampaolo Sbarra,  stasera in Piazza dei Signori. Un vero comizio, come quelli di una volta. Non se ne ricordano da 15 anni almeno, a Treviso in una campagna elettorale per le amministrative. E del resto la nostra bella piazza, un tempo cuore della vita pubblica della città, non sempre riescono a riempirla nemmeno i “big” della politica nazionale. Riempire poi con chi? Folle plaudenti, venute per sentire le stesse cose che sente in TV a “porta a porta”…. Invece stasera in piazza, più numerosi di quanto ci aspettavamo, c’erano dei “cittadini”, persone che si fermavano per capire, ragionare. E a cittadini, il cittadino Sbarra ha fatto il suo discorso. All’inizio io e qualche altro”vecchio” della politica eravamo un po’ preoccupati. Questo discorso, così “politico”, così serio, ci dicevamo, non sarà un po’ troppo “difficile”, troppo “coraggioso”, troppo ”onesto”? Non si può dire tutto quel che si pensa… E invece no, i cittadini sono rimasti a sentire il cittadino. Quasi un’ora. E applaudivano. E sicuramente chi c’era lo ricorderà. Per me, per noi è stata una lezione.



Il ridolino della faina e il sorriso di Sbarra.
15 Marzo, 2008, 7:06 pm
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sbarrasorriso.jpgStamattina sfogliando i giornali m’ero un po’ arrabbiato. Ma come si permettono? “La lista del sorriso”, così hanno avuto il coraggio di presentarla. Quella che nel simbolo ha i bimbi a manina. Un simbolo inodore insapore indolore. “Mi me par roba da pedofili”, commentava sere fa, forse un po’ greve ma sincero, un vecio compagno, di quelli che ancora  “falcemartel e bandierarossa, ma vivadio (o qualcosa di simile: ndr) democristian no che mi non mòre!”.   Ma come si fa a non capirlo, anche da lontano? Sorriso quello lì? A me sembra piuttosto il ridolino della faina che si vede la porta del pollaio aperta proprio mentre passava di lì.  Quello di  Giampaolo è un’altra cosa:  ”il sorriso di un uomo esperto ed intelligente, che è anche un ragazzo sbarazzino e innocente. Un laico realista e disincantato, ma che non ha smesso di appassionarsi. Con quel sorriso Sbarra ha già vinto”. Così scrivevo in questo blog il 27 ottobre 2007. Senza trucco e senza inganno, aggiungo oggi.



Logiche ANTI…che (dal blog di Saravisentin)
10 Marzo, 2008, 10:34 pm
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saravisentin-128.jpgLogiche ANTI…che

Ieri sera, dopo il risotto, si parlava coi ragazzi delle elezioni politiche. Qualcuno sosteneva la necessità di votare PD, in quanto unico modo possibile per sconfiggere Berlusconi.

A prescindere dal voto che esprimerò il 13 e 14 aprile sulla scheda per Camera e Senato, rispetto al quale mi riservo una approfondita riflessione nel prossimo mese, so fin da ora che non sarà l’ANTI Berlusconismo a guidare la mia scelta. ANZI. Questa storia del voto utile contro Berlusconi, onestamente, mi ha stancata. Forse ha funzionato nel passato, 10 anni fa, ma ora non se ne può più. Solo le vecchie guardie dei vecchi partiti si sono aggrappate a questa idea e non se ne schiodano più.

Vorrei abbracciare un progetto politico per le sue battaglie e i suoi ideali; vorrei votare qualcuno che mi fa una proposta “alta” e appassionata, che mi emozioni, magari. E invece mi si chiede di votare una lista perchè è contro una persona. Pensa la miseria.

Non mi appassiona l’antiberlusconismo come non mi appassiona l’antigentilinismo.

E infatti, per le amministrative, ho abbracciato un progetto che non è contro la persona Gentilini, ma propone una politica altra rispetto alle logiche che la maggioranza intera (con il placet degli alleati all’opposizione, ma spesso con qualche alleato anche tra gli avversari all’opposizione, ahimè) ha imposto alla città. Faccio un esempio. Uno dei punti qualificanti, a mio avviso, del programma di Giampaolo Sbarra e della nostra lista è il tema della trasparenza. Chi governa la città ha il compito di amministrare, appunto, quello che è il patrimonio collettivo della città e dei cittadini. E’ quindi necessario che lo faccia con buon senso e consenso, rendendo le scelte trasparenti e permettendo al cittadino di parteciparvi e di verificarle. L’amministrazione leghista ha bypassato completamente il cittadino, che spesso si è trovato a subire decisioni originali (ce lo ricordiamo come è nato il PUT?), economicamente e strategicamente dannose. Ma di più, ha creato un circuito chiuso in cui si è favorito il circuito viziato per cui i controllati (le partecipate del Comune, spesso con CdA composto da Consiglieri Comunali di maggioranza) coincidevano con i controllori (gli amministratori cui i cittadini avevano delegato il compito di amministrare il loro patrimonio collettivo). Ecco, questa è una battaglia che mi appassiona. La trasparenza che credo sia dovuta ai cittadini è un argomento per cui sono pronta a spendermi. La singola persona, in tutto questo, non è che un pupazzetto che si agita nel teatrino dei pupi che si è costruito. Altri sono i danni che l’amministrazione leghista ha causato alla città, spesso nascosti dalle bufale del vicesindaco, che pure riconosco come inaccettabili.

Per questo ho abbracciato un progetto positivo, che vuole valorizzare la città contro le brutture che ha subito. Per questo voterò alle amministrative Giampaolo Sbarra.

Mi piacerebbe che qualcuno, in questo mese, mi convincesse che c’è un progetto altrettanto valido e condivisibile anche  per le elezioni politiche, e mi convincesse senza citare l’avversario.



Lettera aperta al PD trevigiano. Il nostro appello: perché, non scegliete l’uomo oggi nella condizione migliore per costruire la più larga convergenza di forze alternative alla Lega?
Cari amici del PD,
A 40 giorni dalle elezioni non si sa ancora chi è il vostro candidato Sindaco per Treviso. Essendo anche noi, come tutti, interessati a cosa deciderete venerdì prossimo nella vostra direzione cittadina, vorremmo dare pubblicamente, anche se da “esterni”, un contributo al vostro dibattito.
Le posizioni a confronto sembrano due. La prima, prevalente soprattutto tra gli ex della Margherita, accetta di candidare Franco Rosi (non iscritto al PD) alle condizioni che lui vi pone, ossia 1) restare “esterno” al PD, 2) non rinunciare alla “sua” lista civica. La seconda posizione, prevalente tra gli ex DS, propone che il PD vada alle elezioni comunali con una candidatura “di bandiera”. Chi vuole l’alleanza con Rosi sostiene che solo così si potrebbero conquistare anche consensi moderati, mentre i voti persi a sinistra tornerebbero comunque a casa in caso di ballottaggio (se ci sarà). Chi sostiene la candidatura “di bandiera”, punta sul “traino” delle elezioni politiche nazionali, e comunque, anche in caso (non improbabile) di sconfitta sulla garanzia di un gruppo consigliare di sicura fede PD, del quale il nuovo partito ha bisogno per radicare a Treviso il suo progetto politico ed il nuovo gruppo dirigente.
In realtà entrambe le ipotesi sono deboli e rischiose, soprattutto per voi del PD. Con la candidatura di Rosi, alle condizioni da lui poste, non solo si accetta la leadership di un “esterno” (ciò che non pare propriamente in linea con la vocazione “maggioritaria” del nuovo partito), mentre è tutto da dimostrare che si prendono i voti dei moderati. E’ sicuro invece che ci saranno elettori del PD che preferiranno la lista “amica” di Rosi (peraltro composta da brave persone che già votavano perlopiù DS o margherita) e la lista “di partito” perderà voti stante la quasi perfetta sovrapponibilità dei rispettivi elettorati. Contemporaneamente, soprattutto tra gli elettori ex-DS, qualcuno si sentirà libero di preferire, magari facendo uso del voto disgiunto, un candidato come Sbarra, meno sbilanciato verso l’area moderata  ed anche più coerente nell’opposizione alla Lega e più presente sulle questioni che riguardano il governo della città. Con una candidatura “di bandiera”, forse la lista del PD perde meno voti, ma certo si evidenzia l’isolamento di un partito che a Treviso già parte con una base elettorale debole (vedi i sondaggi ed i risultati in città di DS + Margherita in tutte le elezioni precedenti), insidiata da ogni lato, ma con lo svantaggio di far mandare nella mischia un candidato “last minute” (e chi?) contro chi è in campo da tempo. E soprattutto: siete sicuri che basti il “traino” della proposta nazionale per compensare l’invisibilità in questi anni della vostra iniziativa sulle tematiche locali?
Noi pensiamo ancora, nonostante tutto, che il centrosinistra di cui siete parte essenziale abbia la responsabilità di indicare una proposta seria per evitare che dopo 13 anni di monocolore leghista, questa città sia governata da Gobbo e Gentilini per altri 5 anni.
Vi chiediamo allora amici del PD un colpo d’ala, un gesto di coraggio e di intelligenza politica. Perché, se un “esterno” come candidato sindaco per voi non è più un tabù, non considerate, solo per un minuto, la proposta di convergere su Giampaolo Sbarra? Non vedete come, facendo voi questa scelta, tutto si rimetterebbe subito in moto, consentendo la costituzione di una fortissima coalizione, da Rosi alla Sinistra arcobaleno, dai molti scontenti del centrodestra e del centrosinistra ai comitati ed alle aggregazioni civiche che vogliono voltar pagina seriamente e che già si stanno pronunciando (come ha già fatto Un’altra Treviso) per Sbarra? Ne avreste anche voi un vantaggio, ponendovi coraggiosamente al centro di quest’aggregazione, come elemento di unità e non di arroccamento o divisione, rafforzandone la componente riformista oggi dispersa, uscendo dall’isolamento e, per una volta, lasciandovi alle spalle vecchie logiche di bottega alle quali dobbiamo tutti rinunciare. Finora su Sbarra avete taciuto. Ci sono preclusioni sulla sua persona? Diteci almeno perché? E comunque pensateci. Il tempo è quasi scaduto.  
Bruno Martellone         – Partito Socialista,
Luigi Calesso               – Un’altra Treviso
Raffaele Ferraro           – Veneto Radicale


Un’altra Treviso entra nella Lista di Sbarra. L’intervista a Radio Veneto Uno
29 Febbraio, 2008, 11:02 pm
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Da “Il Treviso” di oggi. Lista Sbarra: sono orgoglioso di esserci anch’io., con Sbarra, Ravasin, Calesso, Ferraro & C.

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Le “furbate” di Atalmi ed il “coma” del PD. Sbarra mette le cose a posto.
28 Febbraio, 2008, 8:46 pm
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sbarra.jpgQuesto l’ho letto sul sito di Sbarra (www.treviso2008.it) :

L’appello all’unità di Atalmi e della Cosa Rossa?
Dimostra l’affanno dell’estrema sinistra e la confusione del centrosinistra.
Un progetto unitario non si inventa all’ultimo minuto, ma si costruisce in anni di lavoro.
E così, arrivati all’ultima settimana, una sinistra estrema in affanno propone ad un centrosinistra confuso una alleanza sulla base non di un programma di buongoverno, ma di un manifesto di intenti (Treviso città aperta), certamente nobile, ma non adeguato ai bisogni amministrativi di Treviso.
E’ evidente che più che una proposta politico-amministrativa, quello della Cosa Rossa è il tentativo di non restare col cerino della frammentazione in mano.
In effetti, dopo che per un anno e mezzo ha rifiutato ogni confronto costruttivo per elaborare un programma di governo condiviso e trovare un candidato sindaco unitario, oggi la Cosa Rossa porta una parte notevole della responsabilità per la frammentazione politica attuale. Ed è una responsabilità che condivide con il Partito Democratico. Dovrebbe avere il coraggio di farsene carico.
A questo punto, dopo che il PD e la Cosa Rossa hanno rifiutato il percorso delle primarie “vere” per creare una proposta di governo unitaria – senza mai proporre nulla di alternativo – non è più credibile un generico appello all’unità.
La verità è che Treviso, evidentemente, ha bisogno di un ricambio nel governo, ma anche nell’opposizione: chi in cinque anni di opposizione non è ruscito a collaborare per costruire un progetto alternativo unitario, forse dovrebbe avere il coraggio di riflettere apertamente sul proprio operato, lasciando da parte appelli demagogici.
Non con il moralismo, si batte le Lega, ma con la tenacia e la sfida sui problemi quotidiani: sicurezza, trasparenza, servizi sociali, tasse e tariffe, ambiente, cultura.
Qui si misura un progetto di buon governo per Treviso, non su slogans generici.
Nessuno più di me (e di noi di “Lista Sbarra – Treviso PIU’ Europa”), in questi mesi, si è messo in gioco con tenacia e coraggio nella ricerca di un progetto unitario; ma la mia-nostra proposta è stata osteggiata o ignorata dalle segreterie di partito (ed apprezzata dai cittadini).
Oggi aspettiamo proposte serie, non furbate dell’ultimo minuto. (giampaolo sbarra)



TREVISO + EUROPA + UN’ALTRA TREVISO = LISTA SBARRA SI VINCE!
28 Febbraio, 2008, 4:53 pm
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simbolo-sbarra.jpgOggi altro punto a favore di Giampaolo Sbarra. Il Gruppo “Un’altra Treviso”, di Calesso & Mirra ha rinunciato a presentare l’ennesima lista civica ed ha scelto come proprio candidato sindaco il nostro Barack O’Sbarra. Ma di più! Ha deciso e richiesto di poter candidare alcuni suoi esponenti nella nostra lista dei magnifici di “Treviso PIU’ Europa”. Richiesta accolta! Dunque il cammino procede ed il segnale è di forza e di unità. Proprio mentre la stampa locale riferisce di divisioni interne al PD trevigiano e di polemiche con la sinistra comunista. Divisioni e polemiche, sia detto tra noi, assolutamente “politicistiche”, tutte incentrate su rapporti di forza tra gruppi autoreferenziali e non su questioni di sostanza. Del resto se PD e Sinistra Arcobaleno avessero voluto costruire una vera proposta politica si sarebbero rimbocati le maniche un’anno e mezzo fa, come ha fatto Barack O’Sbarra. Meglio così. Con la lista Sbarra vinceremo alla grande.



Un’altro sondaggio, ma non è per noi. Sbarra aveva già stravinto il precedente.

simbolo-sbarra.jpgLa tribuna ci riprova. Un’altro “sondaggio de noantri” fatto in casa, e – tanto per non essere “di parte” – è la “gggènte” a decidere. Ovviamente è deciso (dalla gente?) che tra gli “schieramenti reali” i socialisti non ci sono. E non vedo nemmeno Giampaolo Sbarra. Meglio così, che tra tante mezze tacche non credo ci avrebbe fatto gran figura. Lui comunque il precedente sondaggio della Tribuna l’aveva stravinto, prendendo da solo  quasi tanti voti quanti tutti gli altri candidati messi assieme. Per questo le primarie (quelle vere) non gliele hanno lasciate fare. Alle elezioni (quelle vere) comunque si vedrà.



Il simbolo della lista Sbarra. TrevisoPIU’Europa. E lo ha disegnato Oliviero Toscani!

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senti l’intervista di Giampaolo Sbarra a Radio Veneto Uno (dove parla del perchè e e del percome del simbolo che gli ha regalato Oliviero Toscani) cliccando su: http://www.radiovenetouno.it/notizie/player.asp?url=http://85.36.103.180/wwwfiles/ALTRO/SERVIZI/SBARRA_TOSCANI.mp3&titolo=



Nuovismo senza progetti. Un articolo di Giampaolo Sbarra, candidato sindaco di “Treviso PIU’ Europa”.
25 Febbraio, 2008, 3:12 pm
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Tanti proclami di nuovismo, ma non si vedono né progetti né persone.

Poco prima dell’elezione del sindaco, come è già accaduto, Treviso si ritrova piena di replicanti di Bartali:”E’ tutto sbagliato, tutto da rifare”. E molti di quelli che per anni hanno taciuto, o si sono defilati in un isolamento dorato, o addirittura sono stati alla corte dei potenti e del governo locale oggi vengono ad insegnare come si dovrebbe fare.
E così si presentano sul palcoscenico nuovi “soggetti collettivi” (che non vogliono essere politici, ma si comportano esattamente come i politici) che in linea di massima ripetono ciò che si dice da anni, come se fosse una novità, a partire dalla necessità di rinnovare la classe dirigente.

Ebbene, voglio dire che il problema dell’immobilismo della politica lo vivo anch’io, che nella politica locale ci sono da anni, e non sono esente da responsabilità; questa, però, non è una questione che si risolve a proclami nell’ultimo mese prima delle elezioni, ma necessita di un lavoro paziente di elaborazione di progetti e formazione delle persone.

Oltre tutto, più volte ho cercato di mettere in evidenza che non si tratta solo di una questione politica, poiché la classe dirigente di una città è fatta anche di operatori economici, professionisti, intellettuali, dirigenti di associazioni di vario tipo.

Trovo velleitario (ma in molti casi è puramente demagogico, in alcuni casi addirittura una “furbata”) che alcune “anime belle” pretendano che in dirittura d’arrivo, appena prima delle elezioni, emergano le persone “nuove”, perché in realtà esse si troverebbero abbandonate a se stesse in un’arena senza regole (anzi peggio, con regole conosciute solo dai “soliti noti”).

Quando proposi le “elezioni primarie” – quelle vere, non quelle addomesticate che conosciamo in Italia – per giungere alle elezioni del 2008 (era il novembre del 2006) immaginavo proprio questo: un percorso condiviso per fare emergere idee e persone. In questo anno e mezzo non ho sentito molte voci di sostegno al riguardo, ma ho percepito tanta diffidenza e una ostentata indifferenza: sia nei partiti, sia nei “civici”, sia in quelli che oggi vogliono il rinnovamento.
E però, nessuno ha proposto un metodo alternativo, per giungere in modo aperto e trasparente ad un appuntamento che puòdavvero – ma solo se ben preparato – contribuire al rinnovamento del ceto politico.
Così siamo arrivati alle elezioni con il solito accordo-disaccordo tra segreterie di partito, con le quali segreterie trattano anche le sedicenti “liste civiche”, a dimostrazione, se fosse necessario, che i professionisti della politica utilizzano proprio tutti gli strumenti a disposizione.
Sia chiaro che non mi scandalizzo: conosco l’ambiente tanto da sapere che molti di quelli che oggi a parole reclamano il rinnovamento, in realtà sono pronti a praticare con spregiudicatezza il tatticismo tanto criticato dei politici. Si sa, infatti, che nel “gesuitismo italiano” i comportamenti sono buoni o cattivi non in sé, ma secondo chi li adotta.

In politica non mi piace il moralismo, preferisco la razionalità e la trasparenza, che consistono nel metodo.
Su questa base possiamo confrontare i progetti e fare spazio alle persone.
Noi di “Treviso PIU’ Europa” riteniamo di avere le carte in regola, e non ci tiriamo indietro: il progetto l’abbiamo reso pubblico con largo anticipo, le nostre idee programmatiche sono in internet a disposizione di tutti (e ho visto che più di qualcuno se ne è servito: bene così, le abbiamo messe là apposta); anche la mia attività di consigliere è in larga parte in internet. E ci siamo sempre messi in gioco, senza paracadute.
Anche la lista è aperta per chi vuole impegnarsi, ma quando la renderemo pubblica si vedrà che non aspettiamo consiglieri più o meno disinteressati per sapere che il ricambio è una necessità del governo, a Treviso, ma anche dell’opposizione. Che, nel suo complesso, non ha saputo né farsi carico della necessità di elaborare un progetto alternativo, né cogliere le occasione offerte.



Riflessioni sul programma (n. 1). Salario minimo garantito? Si, ma chi lo paga?
19 Febbraio, 2008, 8:38 pm
Archiviato in: partito socialista, treviso più europa

Gli ultimi anni di bipolarismo “all’italiana” ci hanno abituato, ancor più che in passato, a diffidare dei programmi elettorali. Una cautela più che giustificata, vista la fine ingloriosa sia del berlusconiano “patto con gli Italiani”, sia delle 280 “pagine gialle” di Prodi. Ma ora il superamento dei vecchi schieramenti, tanto ampi quanto disomogenei, dovrebbe favorire – così ci viene promesso a Roma come a Treviso – il confronto sui contenuti. Per questo attendevamo con interesse di conoscere le proposte di Veltroni sul governo dell’economia e della società italiana, approvate dalla Conferenza programmatica del PD (quanto alle proposte del PD per la nostra città l’unica certezza è che dovremo attendere a lungo). Nel complesso tuttavia ci sembra sia stata persa ancora una volta l’occasione per dare corpo a quella chiara prospettiva riformista di cui, soprattutto qui nel Nordest, si sente urgente bisogno. L’idea, per esempio, di finanziare il “salario minimo” per i precari col “tesoretto” è una pura trovata elettoralistica. Posto che ci sia (ma vedremo con la prossima trimestrale di cassa) è chiaro che l’extragettito tributario è una risorsa “una tantum” che non può finanziare un aumento della spesa corrente destinato a durare nel tempo. Meglio “restituire” quei soldi in forma di sgravio tributario o (perché no?) di erogazione “una tantum”. Ma meglio ancora usarli per arrivare al più presto alla parità di bilancio e recuperare, ma in modo permanente, un margine di manovra per interventi strutturali, anche e soprattutto sulla spesa sociale, che attualmente non ci possiamo permettere, ma che sono necessari per garantire categorie di lavoratori oggi privi di qualsiasi copertura. Ben diversa dall’idea del “salario minimo” garantito a tutti i “precari” è l’indennità di disoccupazione per i c.d. lavoratori atipici, introdotta a titolo sperimentale per due anni grazie ad un emendamento socialista all’ultima Finanziaria. Non mero assistenzialismo, ma un beneficio accordato a precise condizioni (svolgimento di un corso di riqualificazione professionale, disponibilità al ricollocamento, ecc…) e finanziato dal Fondo sociale europeo e quindi a costo zero per il bilancio dello Stato.