Il Centrosinistra non vincerà mai a Treviso? Forse sì, se presenta una lista “civica” alleata col Centrodestra… Ieri mi sembrava uno scherzo, ma evidentemente è una cosa seria se il segretario provinciale della Lega “apre le porte a Trentin”. E anche Zabotti – consigliere regionale “civico” del Centrosinistra (Lista Carraro) – sarebbe disponibile… In effetti, se mettiamo tra virgolette non solo “civica” che evidentemente non significa più “fuori dagli schieramenti” (le civiche “pure” sono rare, ci sono perlopiù civiche di centrodestra o civiche di centrosinistra), ma anche “di sinistra”, sorvolando un attimo su quisquilie tipo programmi, contenuti e valori, l’operazione un senso ce l’avrebbe e sarebbe un senso tutto politico anzi, politicistico. Una vera furbata tutt’altro che civica e di sinistra. E del resto la Lega locale non è priva di fantasia politica (vi ricordate l’alleanza con Dalla Torre del 94 o quella con i popolari e Mazzonetto nel 95?). L’altro giorno ragionando di “civiche” dicevo che ci sembra difficile per le comunali del 2008 un’operazione tipo “Forza Treviso” che nel 2003 fu scelta (soprattutto) da migliaia di elettori di Centrodestra non attratti dalle proposte “deboli” di AN, UDC e Forza Italia, anche se non disposti a votare il simbolo del Carroccio. L’operazione fu funzionale alla scelta della Lega di presentarsi fuori della Casa della Libertà e funzionò, tanto che Gobbo per poco non passò al primo turno. Ma se, come pare probabile, stavolta la Lega starà con la Casa della Libertà, dubito che AN UDC e Forza Italia sopporterebbero l’inevitabile “salasso” elettorale a loro danno di una “civica” di centrodestra. Della quale del resto non c’è bisogno. Se infatti la “diversificazione dell’offerta” è una legge anche per il marketing politico, nell’ambito dell’elettorato di Centrodestra la scelta è già abbondante e l’offerta sufficientemente variegata. Ma se fosse una “civica” di sinistra che, alleata col Centrodestra, non si presenti per rubar voti alle liste dalla Casa delle Libertà? Una parte dell’elettorato dell’Unione è sfiduciata, anzi arrabbiata coi partiti per i quali ha sempre votato e per i “nuovi”, comunque immobili e comunque perdenti. Stavolta li vuole punire e forse, perché no, per una volta sentire cosa si prova a “vincere”. Non è “pronta” a votare Lega (neanche “quella buona”) e nemmeno UDC, AN e Forza Italia, ma una civica “di sinistra” probabilmente sì, magari con qualche “compagno” (l’ex segretario DS), qualche “civico” per professione (Zabotti), qualche imprenditore criptoleghista (Camolei)… Bè, qui se nessuno si muove una lista così, qualche voto a sinistra rischia di prenderlo. Ora l’Oscar non ci fa più ridere…
Bruno Martellone
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Dopo l’idea stravagante di candidare sindaco un cripto-leghista (Camolei), ecco l’ultima trovata di quel vero e proprio “laboratorio politico” che negli ultimi tempi si sta rivelando il Centrosinistra di casa nostra: contro la Lega non c’è niente da fare; dunque per vincere l’unica è allearsi con la Lega. A proporlo è l’Oscar della politica trevigiana – ossia quel Trentin, già brillante segretario provinciale DS, che è oggi in piena deriva post-democratica. Naturalmente, precisa il nostro, la Lega con cui ci dovremmo alleare non è proprio quella di Gentilini, ma “quella buona”, di Maroni, per esempio. Ora capiamo: L’Oscar vuol vincere le prossime elezioni per il Comune di Varese. Auguri. E speriamo che qualcuno da quelle parti gli trovi un posto in qualche municipalizzata.
Bruno Martellone
Oggi sulla stampa locale è annunciata la “scesa in campo” di una nota rappresentante dei commercianti del centro storico, che intende candidarsi sindaco di treviso con una sua lista civica. E’ solo l’ultima di una serie, dopo Camolei (che per me è organico alla Lega, ed è un candidato-civetta), Mirra & C. coi “comitati”, i “Grillini”…. In una consultazione elettorale locale è normale che l’elemento “civico” sia valorizzato. Si tratta prima di tutto di amministrare il comune. La collocazione in un partito o in una coalizione di partiti del candidato è un elemento importante, ma se non ci sono proposte per risolvere i problemi della comunità locale, può addirittura diventare un elemento negativo. Non ci si può nascondere, però, che a volte sulle elezioni locali si vengono a sovrapporre attese che riguardano più il quadro politico che le problematiche amministrative. Ciò accade quando il test amministrativo è ampio interessando magari intere regioni e milioni di persone, oppure per il particolare momento in cui avviene. In una città capoluogo di provincia, poi, è inevitabile che l’elemento “politico” pesi sempre un po’ di più. Mentre in un paese (soprattutto se sotto la soglia dei 15000 e quindi dove non si vota col doppio turno) a volte nemmeno ci sono più i partiti e conta quasi solo il rapporto personale, in una città i partiti ci sono eccome. Le prossime amministrative di primavera a treviso sicuramente saranno di un certo interesse dal punto di vista politico, sia per quanto riguarda il quadro locale, che per quello nazionale. Molti partiti avranno interesse a “contarsi” e quindi saranno poco propensi a nascondersi dietro schermi che li rendano poco visibili. La cosa riguarda soprattutto il centrosinistra. Così il partito democratico vorrà mostrare la sua forza anche elettorale, per non pe ma pure la “cosa rossa”, che a treviso parte sicuramente con una base significativa (verdi, prc e pdci qui pesano di più che a livello nazionale, nell’ambito del centrosinistra). Anche nel Centrodestra secondo me ci sarà poco spazio per “civiche” tipo “forzatreviso” (Camolei?), soprattutto se passerà la linea della Casa delle libertà unita fin dal primo turno (in questo caso, visti i numeri, probabilmente “turno unico”). Forza Italia e AN accetteranno un candidato sindaco della lega, ma pretenderanno che la Lega si presenti come Lega, senza liste-civetta, che in passato hanno rubato loro gran parte dell’elettorato e vorranno liste proprie per contare in consiglio comunale. Ma tutto è possibile in quello schieramento, anche che – essendovi un patto di ferro – si presentino formalmente separati al primo turno, per portare via consiglieri alla minoranza…. Dunque alle civiche “pure” ci credo poco. Del resto quelli che finora si presentano dietro questo schermo sono a tutti gli effetti dei “politici”: Mirra è consigliera comunale eletta nella lista Verdi-DS, Camolei è stato presidente dell’aeroporto in quota Lega e verso il suo partito ha rapporti sia di dare che di avere, Tuzzato non è di nessun partito, credo, ma sulla scena politica ci sta da sempre… Dunque io penso che ci voglia un giusto mix. In una competizione elettorale locale, ma con un certo grado di politicizzazione, come sarà quella di Treviso, una candidatura meramente civica rischia di essere “cieca”, perchè incapace di cogliere la direzione politica dei flussi elettorali; una candidatura solo posizionata politicamente, ma priva di contenuti programmatici amministrativi e di radicamento nella comunità locale, rischia invece di essere “vuota”.
Bruno Martellone http://trevisolaica.wordpress.com/



