TREVISOLAICA che ovviamente è una Treviso PIU’ Europa, con (speriamo) più laici, più socialisti, più liberali, più radicali…


Regolarizzare le badanti per aiutare le famiglie trevigiane con anziani malati e disabili

In campagna elettorale tutti parlano di immigrazione. Tutti più o meno dicono che si deve accogliere chi viene per lavorare e cacciare chi non rispetta la legge. Intanto centinaia di famiglie trevigiane – 270mila in Italia – hanno chiesto di regolarizzare il rapporto di lavoro con colf e badanti cheoggi lavorano nelle loro case in condizioni di irregolarità. Sono famiglie lasciate sole dall’amministrazione comunale leghista che non assicura loro un’assistenza domiciliare pubblica decente. A Treviso si spende oggi per servizi alla persona meno di 15 anni fa, mentre i bisogni di chi ha un disabile o un anziano malato in casa sono divenuti drammaticamente insostenibili. Occorre dare una risposta immediata, riaprendo subito il decreto flussi. Non costerebbe un centesimo allo Stato ed anzi consentirebbe al Fisco ed all’INPS di incassare centinaia di milioni per tasse e contributi oggi evasi. Ma soprattutto darebbe dignità e sicurezza a chi lavora ed aiuterebbe concretamente le nostre famiglie.

Bruno Martellone – candidato per il consiglio comunale nella lista Sbarra – Treviso più Europa



LA LISTA SBARRA. I MAGNIFICI 40 CANDIDATI

ELEZIONI COMUNALI DI TREVISO

 “LISTA SBARRA” (Treviso Più Europa)

1

Ravasin Paolo

2

Martellone Bruno

3

Calesso Luigi

4

Aggio Gloria

5

Bazzo Candido

6

Beraldo Francesco

7

Borella Pietro

8

Borsato Gladys Giovanna

9

Boschiero Patrizia

10

Cacciolato Laura

11

Cervellini Marco

12

Covre Emiliano

13

Daniel Matteo

14

Di Chio Maria Antonietta

15

Esposito Claudio

16

Favaretto Lucio

17

Ferraro Raffaele

18

Franzon Paolo

19

Gobbo Giampaolo

20

Golfetto Loris

21

Izzi Marco

22

Màfera Giovanni

23

Martin Cesare

24

Martin Natalino

25

Massaro Anna

26

Mattiazzo Marika

27

Milani Annalisa

28

Minello Andrea

29

Panazzolo Mattia

30

Pani Martino

31

Pattaro Silvano

32

Peressoni Romano

33

Pettinati Giuseppe

34

Ros Stefano

35

Secchieri Francesco

36

Stampacchia Marcello

37

Verin Giulio

38

Vertucci Raffaele

39

Visentin Roberta

40

Visentin Sara


Le “furbate” di Atalmi ed il “coma” del PD. Sbarra mette le cose a posto.
28 Febbraio, 2008, 8:46 pm
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, diario dell'avventura, treviso più europa

sbarra.jpgQuesto l’ho letto sul sito di Sbarra (www.treviso2008.it) :

L’appello all’unità di Atalmi e della Cosa Rossa?
Dimostra l’affanno dell’estrema sinistra e la confusione del centrosinistra.
Un progetto unitario non si inventa all’ultimo minuto, ma si costruisce in anni di lavoro.
E così, arrivati all’ultima settimana, una sinistra estrema in affanno propone ad un centrosinistra confuso una alleanza sulla base non di un programma di buongoverno, ma di un manifesto di intenti (Treviso città aperta), certamente nobile, ma non adeguato ai bisogni amministrativi di Treviso.
E’ evidente che più che una proposta politico-amministrativa, quello della Cosa Rossa è il tentativo di non restare col cerino della frammentazione in mano.
In effetti, dopo che per un anno e mezzo ha rifiutato ogni confronto costruttivo per elaborare un programma di governo condiviso e trovare un candidato sindaco unitario, oggi la Cosa Rossa porta una parte notevole della responsabilità per la frammentazione politica attuale. Ed è una responsabilità che condivide con il Partito Democratico. Dovrebbe avere il coraggio di farsene carico.
A questo punto, dopo che il PD e la Cosa Rossa hanno rifiutato il percorso delle primarie “vere” per creare una proposta di governo unitaria – senza mai proporre nulla di alternativo – non è più credibile un generico appello all’unità.
La verità è che Treviso, evidentemente, ha bisogno di un ricambio nel governo, ma anche nell’opposizione: chi in cinque anni di opposizione non è ruscito a collaborare per costruire un progetto alternativo unitario, forse dovrebbe avere il coraggio di riflettere apertamente sul proprio operato, lasciando da parte appelli demagogici.
Non con il moralismo, si batte le Lega, ma con la tenacia e la sfida sui problemi quotidiani: sicurezza, trasparenza, servizi sociali, tasse e tariffe, ambiente, cultura.
Qui si misura un progetto di buon governo per Treviso, non su slogans generici.
Nessuno più di me (e di noi di “Lista Sbarra – Treviso PIU’ Europa”), in questi mesi, si è messo in gioco con tenacia e coraggio nella ricerca di un progetto unitario; ma la mia-nostra proposta è stata osteggiata o ignorata dalle segreterie di partito (ed apprezzata dai cittadini).
Oggi aspettiamo proposte serie, non furbate dell’ultimo minuto. (giampaolo sbarra)



Nuovismo senza progetti. Un articolo di Giampaolo Sbarra, candidato sindaco di “Treviso PIU’ Europa”.
25 Febbraio, 2008, 3:12 pm
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, treviso, treviso più europa
Tanti proclami di nuovismo, ma non si vedono né progetti né persone.

Poco prima dell’elezione del sindaco, come è già accaduto, Treviso si ritrova piena di replicanti di Bartali:”E’ tutto sbagliato, tutto da rifare”. E molti di quelli che per anni hanno taciuto, o si sono defilati in un isolamento dorato, o addirittura sono stati alla corte dei potenti e del governo locale oggi vengono ad insegnare come si dovrebbe fare.
E così si presentano sul palcoscenico nuovi “soggetti collettivi” (che non vogliono essere politici, ma si comportano esattamente come i politici) che in linea di massima ripetono ciò che si dice da anni, come se fosse una novità, a partire dalla necessità di rinnovare la classe dirigente.

Ebbene, voglio dire che il problema dell’immobilismo della politica lo vivo anch’io, che nella politica locale ci sono da anni, e non sono esente da responsabilità; questa, però, non è una questione che si risolve a proclami nell’ultimo mese prima delle elezioni, ma necessita di un lavoro paziente di elaborazione di progetti e formazione delle persone.

Oltre tutto, più volte ho cercato di mettere in evidenza che non si tratta solo di una questione politica, poiché la classe dirigente di una città è fatta anche di operatori economici, professionisti, intellettuali, dirigenti di associazioni di vario tipo.

Trovo velleitario (ma in molti casi è puramente demagogico, in alcuni casi addirittura una “furbata”) che alcune “anime belle” pretendano che in dirittura d’arrivo, appena prima delle elezioni, emergano le persone “nuove”, perché in realtà esse si troverebbero abbandonate a se stesse in un’arena senza regole (anzi peggio, con regole conosciute solo dai “soliti noti”).

Quando proposi le “elezioni primarie” – quelle vere, non quelle addomesticate che conosciamo in Italia – per giungere alle elezioni del 2008 (era il novembre del 2006) immaginavo proprio questo: un percorso condiviso per fare emergere idee e persone. In questo anno e mezzo non ho sentito molte voci di sostegno al riguardo, ma ho percepito tanta diffidenza e una ostentata indifferenza: sia nei partiti, sia nei “civici”, sia in quelli che oggi vogliono il rinnovamento.
E però, nessuno ha proposto un metodo alternativo, per giungere in modo aperto e trasparente ad un appuntamento che puòdavvero – ma solo se ben preparato – contribuire al rinnovamento del ceto politico.
Così siamo arrivati alle elezioni con il solito accordo-disaccordo tra segreterie di partito, con le quali segreterie trattano anche le sedicenti “liste civiche”, a dimostrazione, se fosse necessario, che i professionisti della politica utilizzano proprio tutti gli strumenti a disposizione.
Sia chiaro che non mi scandalizzo: conosco l’ambiente tanto da sapere che molti di quelli che oggi a parole reclamano il rinnovamento, in realtà sono pronti a praticare con spregiudicatezza il tatticismo tanto criticato dei politici. Si sa, infatti, che nel “gesuitismo italiano” i comportamenti sono buoni o cattivi non in sé, ma secondo chi li adotta.

In politica non mi piace il moralismo, preferisco la razionalità e la trasparenza, che consistono nel metodo.
Su questa base possiamo confrontare i progetti e fare spazio alle persone.
Noi di “Treviso PIU’ Europa” riteniamo di avere le carte in regola, e non ci tiriamo indietro: il progetto l’abbiamo reso pubblico con largo anticipo, le nostre idee programmatiche sono in internet a disposizione di tutti (e ho visto che più di qualcuno se ne è servito: bene così, le abbiamo messe là apposta); anche la mia attività di consigliere è in larga parte in internet. E ci siamo sempre messi in gioco, senza paracadute.
Anche la lista è aperta per chi vuole impegnarsi, ma quando la renderemo pubblica si vedrà che non aspettiamo consiglieri più o meno disinteressati per sapere che il ricambio è una necessità del governo, a Treviso, ma anche dell’opposizione. Che, nel suo complesso, non ha saputo né farsi carico della necessità di elaborare un progetto alternativo, né cogliere le occasione offerte.



Ci hanno solo fatto perdere tempo. Adesso un passo avanti. Con Giampaolo Sbarra ci saremo anche noi. In prima fila.
10 Febbraio, 2008, 11:18 am
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, bruno martellone, partito socialista, treviso

Prometto che d’ora in poi se potrò dire la mia, sarà solo per parlare di problemi delle famiglie trevigiane e di proposte per la città. Non posso tuttavia sottrarmi al dovere di intervenire l’ultima volta su liste e schieramenti per le prossime comunali. Dunque è ufficiale: andremo tutti in ordine sparso. E questo a me pare, a Treviso, solo un regalo a Gobbo e Gentilini. Di questa folle deriva del Centrosinistra non siamo noi i responsabili. Finché c’era un “tavolo” dell’Unione, ci siamo stati, sanche se sapevamo che per vincere non basta mettere insieme i partiti del Centrosinistra. Vincere si può a Treviso se,  messi da parte divisioni e vecchi riti delle segreterie, si fa un patto direttamente coi cittadini. Se anzitutto si ascolta quello che hanno da dire. Per questo volevamo le primarie. Quelle vere dove sono gli elettori a decidere. Ma questo, evidentemente, per qualcuno era un rischio troppo forte. Nessuno può rimproverarci di non averci provato e riprovato, con pazienza infinita, senso di responsabilità, disponibilità. Due settimane fa l’ultimo tentativo. L’abbiamo fatto in pubblico e per iscritto, allargando l’appello a chiunque escludesse accordi con la Lega. Proponendo un patto per l’alternativa in tre punti: 1) un’assemblea pubblica per ascoltare categorie, associazioni, comitati, chiunque abbia qualcosa da dire sui problemi della città 2) un programma comune sottoscritto dai partiti e dalle liste 3) le primarie per scegliere il candidato sindaco. Così hanno fatto a Vicenza meno di un mese fa. Così si poteva fare anche per Treviso. Qualcuno è venuto, forse per cortesia. Qualcuno è stato mandato ad osservare. Qualcun altro nemmeno ha risposto. Comunque è bene si sappia: la miseria a cui i partiti del centrosinistra a Treviso oggi sono ridotti ha un padre – il Partito Democratico – e una madre – la Sinistra Comunista – ben precisi. Ci hanno fatto solo perdere tempo! Adesso basta. E’ ora di fare un passo avanti e procedere spediti. Ci rivolgiamo direttamente agli elettori. A quelli che hanno sempre votato per il centrosinistra, ma oggi non ci stanno a ridurre tutto ad una avvilente “conta” tra Partito democratico e Sinistra comunista. A quelli che forse in passato hanno votato Gobbo e Gentilini, ma oggi pensano che dopo quindici anni il sistema di potere leghista è il tappo che impedisce alla città di crescere e di rinnovarsi. Ai cittadini ai quali non interessa mandare in consiglio comunale questo o quel “politico”, magari travestito da “civico”, ma vogliono un’amministrazione diversa che li ascolti senza arroganza e non li faccia più vergognare di essere trevigiani. Proporremo a chi ci sta un progetto per una Treviso più aperta e più europea. Un programma per liberare la città dalla ragnatela del sistema di potere leghista. Sosterremo Giampaolo Sbarra, non solo perché di quel sistema è stato in questi anni il critico più lucido, efficace e disinteressato, ma perché non è arrogante e sa ascoltare e sa quali sono le risposte giuste alle domande di una città che non è più quella di 15 anni fa e vuole andare avanti. E stavolta, ci saremo anche noi, con le nostre proposte, le nostre candidate e i nostri candidati. In prima fila.

Treviso, 10 febbraio 2008                                    

Bruno Martellone – Costituente per il partito socialista



“A.A.A. Cercasi centrosinistra di governo per l’amministrazione di Treviso. Astenersi perditempo.”
6 Febbraio, 2008, 8:36 pm
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, treviso

saravisentin-128.jpgIo te lo copio dal blog di sara visentin http://saravisentin.wordpress.com/) e tu te lo leggi poi se vuoi te lo copi sul tuo blog che te lo leggono e se lo copiano…

“Non è facile stare all’opposizione, in particolare quando la maggioranza è arrogante e strafottente. Non è facile starci per 15 anni mantenendo la determinazione nel fare la propria parte.

Non è facile starci quando ad ogni tornata amministrativa il progetto risulta progressivamente più frammentato, e i personalismi finiscono per prevalere sul bene comune. Le lotte per emergere sono spesso paradossalmente più estreme quanto meno “potere” reale c’è da spartire: se ce ne fosse tanto in qualche modo ci si metterebbe d’accordo.

Non è facile trovare qualcuno di nuovo, di vincente, che si esponga con la propria faccia e la propria reputazione quando la prospettiva è ragionevolmente quella di una sconfitta.

Non stupisce, quindi, che l’attuale opposizione cittadina non abbia un progetto unitario né tantomeno un candidato sindaco forte, al di sopra e al di là delle beghe di partito, il cavallo di razza capace di sparigliare davvero le carte.

Non stupisce.

Quello che è davvero stupefacente, però, è che oltre a questo non ci sia nemmeno un tentativo di incontrarsi, di mettere insieme le proprie forze, di contarsi, magari. O meglio, che di fronte a questo tentativo alcuni fischiettino, fingendo che la cosa non li tanga.

Quello che è davvero stupefacente è che non si sia riusciti nemmeno a costruire un tavolo del centrosinistra, un luogo di confronto.

La nostra città ha spesso meritato gli amministratori che la governavano, ma non credo oggi non meriti almeno una proposta alternativa.

Non ha importanza che lo scenario nazionale ci costringa a lavorare per le elezioni politiche, forse insieme a quelle amministrative.

Treviso si merita una chance, e possiamo ancora dargliela.

Meglio sarebbe stato poter organizzare le primarie, e dare la possibilità e la responsabilità ai trevigiani di scegliere il candidato sindaco, e di sostenerlo.

I tempi, oramai, difficilmente lo consentiranno, ma anche in mancanza di questo ci sono idee, ci sono progetti, ci sono energie. Le prospettive non sono completamente chiuse.

Davvero, però, oggi è opportuno che i perditempo si astengano dal legare le mani anche a queste energie. E’ bene che chi c’è possa cominciare -o continuare- a lavorare.” (dal blog di Sara Visentin, oggi)



Il sorriso di Sbarra
27 Ottobre, 2007, 10:16 am
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008, treviso

Visto ieri sera (non tutto, ahimè, son tornato a casa tardi dal lavoro)  in TV il dibattito su Antenna 3 con Sbarra e qualche altro “politico” locale. Cercando di essere il più obiettivo possibile, mi è sembrata evidente la differente qualità non solo della proposta, che è “politica” a tutto tondo, di Sbarra, ma anche della persona. Quello che ho capito e che credo si sia visto anche in TV è che, malgrado certe spigolosità e pignolerie che sono nel suo carattere, per Giampaolo l’impegno politico è rimasta un’esperienza anzitutto di relazioni “umane”,  di contatto appassionato con la realtà della gente. L’apertura e la serietà nel farsi carico dei problemi ed anche il saldo possesso di un  solido metodo di lavoro, costruito ostinatamente nel tempo, sono le sue armi vincenti, di fronte alla superficialità, alla strumentalità, alla propaganda dilaganti. Per Sbarra l’impegno politico è un “lavoro”, non perchè gli dà da vivere (dio sa quanto invece in termini anche economici gli deve costare!), ma nel senso che ci mette tutto sè stesso, con passione e intelligenza.  La novità che ho colto è che questa serietà non crea più distanza, perchè non solo chi ha bisogno d’aiuto ed è stato da troppo tempo dimenticato, ma anche chi ha responsabilità imprenditoriali o professionali e cerca disperatamente un interlocutore politico ed amministrativo serio ed affidabile, avverte di poter contare su di lui, anzitutto come persona. Giampaolo Sbarra ha sempre voluto essere vicino e comunicare. Col tempo ci sta riuscendo. E sorride. Il suo è un sorriso tutto particolare. Molto diverso dalla risata jenesca di Gobbo o dal ghigno arrogante di Gentilini. Somiglia a quello di un famoso ritratto di Niccolò Macchiavelli, mi pare del Vasari. Il sorriso di un uomo esperto ed intelligente, che è anche un ragazzo sbarazzino e innocente. Un laico realista e disincantato, ma che non ha smesso di appassionarsi. Con quel sorriso Sbarra ha già vinto.

Bruno Martellone



Non una lista civica, ma una lista del sindaco.
26 Ottobre, 2007, 1:54 pm
Archiviato in: Elezioni comunali, Sbarra, Treviso 2008

Ieri sera all’incontro organizzato da Sbarra, una cosa giusta l’ha detta Tullio Giacomini: per vincere contro la lega al candidato del centrosinistra non basterà il sostegno dei partiti, ma ci vorrà non una civica, ma una “lista del sindaco”. Un gruppo di cittadini, onesti, competenti, impegnati nella società capace di parlare a tutti, anche oltre l”elettorato di centrosinista. Verissimo. Comunque grazie intanto a Sbarra che continua per la sua strada, sempre più determinato, chiaro nelle sue posizioni, propositivo. Di fatti nuovi e positivi ne vedo parecchi: la riconoscibilità delle sue proposte che lo distinguono nettamente da qualunque altro gruppo del centrosinistra, il fatto che si dichiarano apertamente disposte a sostenerlo persone che fino a qualche tempo fa erano molto lontane, il consenso non passivo, ma partecipato. Di questi tempi chi poteva immaginarlo?

Bruno Martellone



L’Oscar non fa più ridere. Una civica “di sinistra” è quel che ci vuole perchè la Destra stravinca
24 Ottobre, 2007, 10:05 am
Archiviato in: Elezioni comunali, Treviso 2008, treviso

Il Centrosinistra non vincerà mai a Treviso? Forse sì, se presenta una lista “civica” alleata col Centrodestra… Ieri mi sembrava uno scherzo, ma evidentemente è una cosa seria se il segretario provinciale della Lega “apre le porte a Trentin”. E anche Zabotti – consigliere regionale “civico” del Centrosinistra (Lista Carraro) – sarebbe disponibile… In effetti, se mettiamo tra virgolette non solo “civica” che evidentemente non significa più “fuori dagli schieramenti”  (le civiche “pure”  sono rare, ci sono perlopiù civiche di centrodestra o civiche di centrosinistra), ma anche “di sinistra”, sorvolando un attimo su quisquilie tipo programmi, contenuti e valori, l’operazione un senso ce l’avrebbe e sarebbe un senso tutto politico anzi, politicistico. Una vera furbata tutt’altro che civica e di sinistra. E del resto la Lega locale non è priva di fantasia politica (vi ricordate l’alleanza con Dalla Torre del 94 o quella con i popolari e Mazzonetto nel 95?). L’altro giorno ragionando di “civiche” dicevo che ci sembra difficile per le comunali del 2008 un’operazione tipo “Forza Treviso” che nel 2003 fu scelta (soprattutto) da migliaia di elettori di Centrodestra non attratti dalle proposte “deboli” di AN, UDC e Forza Italia, anche se non disposti a votare il simbolo del Carroccio. L’operazione fu funzionale alla scelta della Lega di presentarsi fuori della Casa della Libertà e funzionò, tanto che Gobbo per poco non passò al primo turno. Ma se, come pare probabile, stavolta la Lega starà con la Casa della Libertà, dubito che AN UDC e Forza Italia sopporterebbero l’inevitabile “salasso” elettorale a loro danno di una “civica” di centrodestra. Della quale del resto non c’è bisogno. Se infatti la “diversificazione dell’offerta” è una legge anche per il marketing politico, nell’ambito dell’elettorato di Centrodestra la scelta è già abbondante e l’offerta sufficientemente variegata. Ma se fosse una “civica” di sinistra che, alleata col Centrodestra, non si presenti per rubar voti alle liste dalla Casa delle Libertà? Una parte dell’elettorato dell’Unione è sfiduciata, anzi arrabbiata coi partiti per i quali ha sempre votato e per i “nuovi”, comunque immobili e comunque perdenti. Stavolta li vuole punire e forse, perché no, per una volta sentire cosa si prova a “vincere”. Non è “pronta” a votare Lega (neanche “quella buona”) e nemmeno UDC, AN e Forza Italia, ma una civica “di sinistra” probabilmente sì, magari con qualche “compagno” (l’ex segretario DS), qualche “civico” per professione (Zabotti), qualche imprenditore criptoleghista (Camolei)… Bè, qui se nessuno si muove una lista così, qualche voto a sinistra rischia di prenderlo. Ora l’Oscar non ci fa più ridere…

Bruno Martellone

http://trevisolaica.wordpress.com/



L’Oscar della risata. Per vincere a Treviso diventiamo tutti leghisti.

Dopo l’idea stravagante di candidare sindaco un cripto-leghista (Camolei), ecco l’ultima trovata di quel vero e proprio “laboratorio politico” che negli ultimi tempi si sta rivelando il Centrosinistra di casa nostra: contro la Lega non c’è niente da fare; dunque per vincere l’unica è allearsi con la Lega. A proporlo è l’Oscar della politica trevigiana – ossia quel Trentin, già brillante segretario provinciale DS, che è oggi in piena deriva post-democratica. Naturalmente, precisa il nostro, la Lega con cui ci dovremmo alleare non è proprio quella di Gentilini, ma “quella buona”, di Maroni, per esempio. Ora capiamo: L’Oscar vuol vincere le prossime elezioni per il Comune di Varese. Auguri. E speriamo che qualcuno da quelle parti gli trovi un posto in qualche municipalizzata.

Bruno Martellone

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voglia di civica? le amministrative di treviso nella primavera 2008 saranno anche un test politico, ma non si è competitivi se non si danno risposte ai problemi della comunità locale.
19 Ottobre, 2007, 9:59 am
Archiviato in: Elezioni comunali, Treviso 2008, treviso

Oggi sulla stampa locale è annunciata la “scesa in campo” di una nota rappresentante dei commercianti del centro storico, che intende candidarsi sindaco di treviso con una sua lista civica. E’ solo l’ultima di una serie, dopo Camolei (che per me è organico alla Lega, ed è un candidato-civetta), Mirra & C. coi “comitati”, i “Grillini”….  In una consultazione elettorale locale è normale che l’elemento “civico” sia valorizzato. Si tratta prima di tutto di amministrare il comune. La collocazione in un partito o in una coalizione di partiti del candidato è un elemento importante, ma se non ci sono proposte per risolvere i problemi della comunità locale, può addirittura diventare un elemento negativo. Non ci si può nascondere, però, che a volte sulle elezioni locali si vengono a sovrapporre attese che riguardano più il quadro politico che le problematiche amministrative. Ciò accade quando il test amministrativo è ampio interessando magari intere regioni e  milioni di persone, oppure per il particolare momento in cui avviene. In una città capoluogo di provincia, poi, è inevitabile che l’elemento “politico” pesi sempre un po’ di più. Mentre in un paese (soprattutto se sotto la soglia dei 15000 e quindi dove non si vota col doppio turno) a volte nemmeno ci sono più i partiti e conta quasi solo il rapporto personale, in una città i partiti ci sono eccome. Le prossime amministrative di primavera a treviso sicuramente saranno di un certo interesse dal punto di vista politico, sia per quanto riguarda il quadro locale, che per quello nazionale. Molti partiti avranno interesse a “contarsi” e quindi saranno poco propensi a nascondersi dietro schermi che li rendano poco visibili. La cosa riguarda soprattutto il centrosinistra. Così il partito democratico vorrà mostrare la sua forza anche elettorale, per non pe ma pure la “cosa rossa”, che a treviso parte sicuramente con una base significativa (verdi, prc e pdci qui pesano di più che a livello nazionale, nell’ambito del centrosinistra). Anche nel Centrodestra secondo me ci sarà poco spazio per “civiche” tipo “forzatreviso” (Camolei?), soprattutto se passerà la linea della Casa delle libertà unita fin dal primo turno (in questo caso, visti i numeri, probabilmente “turno unico”). Forza Italia e AN accetteranno un candidato sindaco della lega, ma pretenderanno che la Lega si presenti come Lega, senza liste-civetta, che in passato hanno rubato loro gran parte dell’elettorato e vorranno liste proprie per contare in consiglio comunale. Ma tutto è possibile in quello schieramento, anche che – essendovi un patto di ferro – si presentino formalmente separati al primo turno, per portare via consiglieri alla minoranza…. Dunque alle civiche “pure” ci credo poco. Del resto quelli che finora si presentano dietro questo schermo sono a tutti gli effetti dei “politici”: Mirra è consigliera comunale eletta nella lista Verdi-DS, Camolei è stato presidente dell’aeroporto in quota Lega e verso il suo partito ha rapporti sia di dare che di avere, Tuzzato non è di nessun partito, credo, ma sulla scena politica ci sta da sempre… Dunque io penso che ci voglia un giusto mix. In una competizione elettorale locale, ma con un certo grado di politicizzazione, come sarà quella di Treviso, una candidatura meramente civica rischia di essere “cieca”, perchè incapace di cogliere la direzione politica dei flussi elettorali; una candidatura solo posizionata politicamente, ma priva di contenuti programmatici amministrativi e di radicamento nella comunità locale, rischia invece di essere “vuota”.

Bruno Martellone http://trevisolaica.wordpress.com/