TREVISOLAICA che ovviamente è una Treviso PIU’ Europa, con (speriamo) più laici, più socialisti, più liberali, più radicali…


Che spasso! Raffo, Sbarra e Oliviero Toscani su Radioradicale
24 Gennaio, 2008, 9:46 pm
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Stavolta almeno una mezzoretta di divertimento. Ospitata di Raffo Ferraro e Giampaolo Sbarra (che simpaticoni!) alla trasmissione “paura genera censura” con Oliviero Toscani su Radio Radicale. O lettore, se te la vuoi sentire vai sul palinsesto di radioradicale

http://www.radioradicale.it/palinsesto/2008/1/23

e clicca sul “paura genera censura” (ore 23,06).

bm



Un patto in tre punti per l’alternativa alla Lega
21 Gennaio, 2008, 7:09 pm
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pecorella rossaIn primavera si vota per le Comunali in due capoluoghi di provincia veneti: Treviso e Vicenza. A Vicenza la notizia è che venerdì scorso i partiti dell’Unione hanno tutti sottoscritto un patto per costruire insieme un programma comune e per scegliere con le primarie il candidato sindaco. Non che tutto sia rose e fiori per il Centrosinistra vicentino. Le possibilità di vincere dopo più di 10 anni di umiliante isolamento all’opposizione non sono molte. Per certi versi gli amici vicentini hanno di fronte un quadro anche meno incoraggiante del nostro. Mentre a Treviso Lega e Forza Italia non governano insieme la città e non sembrano vicine ad una candidatura comune fin dal primo turno, a Vicenza l’accordo nel Centrodestra è da anni granitico in Comune e in Provincia. Nemmeno la questione Dal Molin aiuta, spaccando a metà proprio l’Unione. Eppure a Vicenza l’accordo si è trovato, con impegni e scadenze sottoscritti da tutti.A Treviso oggi la situazione è la peggiore che si potesse immaginare.
Da quasi un anno il tavolo dell’Unione non si riunisce e nessuno fa un passo per costruire una candidatura a sindaco condivisa da tutti i partiti che si dicono alternativi alla Lega.

La scorsa estate ci dissero di stare buoni, perchè tutto si sarebbe messo in moto dopo la nascita del Partito democratico.

L’estate è passata, il Pd è nato. anche l’autunno è passato. Non abbiamo visto nessun segnale e ormai siamo nel pieno dell’inverno.

In questa situazione ognuno si va attrezzando per fare corsa a sè. Quando diciamo ognuno non parliamo solo dei partiti, ma di chiunque abbia o presuma di avere la possibilità di “fare il consigliere”, dando per scontato che per l’alternativa all’amministrazione leghista che governa da 15 anni la città non c’è nulla da fare. Proliferano così anche le liste “civiche”, ognuna col suo candidato sindaco “fuori dagli schieramenti”, che tuttavia non corre per vincere le elezioni ma tutt’al più per garantirsi un posto in consiglio comunale.

Se questa deriva non viene contrastata, il candidato della Lega, con o senza l’appoggio degli altri partiti del Centrodestra, ha serie possibilità di passare al primo turno. Ma se anche un ballottaggio vi fosse, l’ipotesi che nessun candidato del Centrosinistra vi arrivi è oggi quella più probabile. Non sappiamo se questo è frutto di un preciso disegno politico. Non può essere comunque il nostro. Non  si può chiedere agli elettori di votarci in queste condizioni.
Perchè non facciamo anche noi come a Vicenza? Perchè non chiediamo a tutte le forze politiche, i gruppi, i comitati, le liste civiche che non vogliono di nuovo Gobbo e Gentilini a comandare in Comune di sottoscrivere un Patto per costruire un’alternativa alla Lega? Un Patto semplicissimo in soli tre punti:

1) organizzare insieme un grande momento di ascolto della città, due giorni nel mese di febbraio per consultare categorie, associazioni, realtà di quartiere, comitati, semplici cittadini sulle principali questioni del governo della città: urbanistica, sviluppo economico, organizzazione dei servizi pubblici, politiche sociali e culturali…

2) sottoscrivere insieme entro febbraio un programma amministrativo comune sulla base di quanto emerso dall’ascolto della città

3) scegliere insieme con le primarie entro la prima metà di marzo un candidato sindaco disposto a portare avanti quel programma

Questa era in realtà la proposta di Sbarra già più di un anno fa, ma il suo vero punto di forza era soprattutto il fatto di muoversi con anticipo. Se avessimo accettato la tempistica indicata da Sbarra oggi avremmo già programma e candidato ed ogni energia potrebbe essere già spesa pe farli conoscere ai cittadini, con il vantaggio di non avere concorrenti.

Questo vantaggio ormai è perso. Ma anche se forse disperato, non si può non fare un ultimo tentativo per richiamare le forze politiche che si dicono alternative alla Lega all’unità, invitandole a dichiarare subito, nelle prossime ore, senza ambiguità nè condizioni, che l’unica via per proporre un programma ed un candidato comune alla città è quella del Patto che sopra ho indicato.

Se l’ennesimo appello cadrà nel vuoto, come molti che l’hanno preceduto, sarà difficile poi ricostruire le ragioni di una solidarietà politica nella quale molti hanno creduto e si sono finora impegnati. (pecorella rossa)



COSì SI MUOVE IL CENTROSINISTRA A VICENZA. PERCHE’ NO A TREVISO?
17 Gennaio, 2008, 8:01 pm
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“Ascoltare Vicenza”. Il centrosinistra vara un percorso comune

Accordo unanime delle forze di opposizione sulla prima tappa: un’inedita operazione-ascolto. Incontri pubblici con il coinvolgimento di categorie, associazioni e cittadini l’8 e 9 febbraio. Poi l’elaborazione di un progetto di governo: per chi lo approva, primarie a inizio marzo.  

Ripartire dalla città, per la città. È questo il messaggio lanciato dalla riunione di venerdì sera, convocata dalle forze che negli ultimi dieci anni non hanno avuto responsabilità nel governo di Vicenza: un incontro che ha visto la partecipazione di delegazioni ai massimi livelli del Partito Democratico, di Vicenza Capoluogo, della Sinistra Arcobaleno (SD, Verdi, RC, PDCI), del Partito Socialista, di Italia dei Valori e del comitato Più Democrazia. Estremamente positivo, e unitario, il clima respirato nel corso del confronto. Comune la diagnosi: Vicenza, nei due mandati dell’amministrazione Hüllweck, ha perso dieci anni, e ora si trova in un preoccupante stallo sociale, ambientale, urbanistico, culturale, e sotto i profili dello sviluppo, della legalità, della partecipazione democratica. E comune anche l’individuazione della cura: un percorso di rilancio delle energie soffocate in questi anni, che restituisca la parola alle voci dei cittadini e delle realtà associative e rappresentative, largamente ignorate dalla politica espressa dal centrodestra.

Il primo elemento di accordo tra le forze politiche di opposizione parte proprio da qui: il varo di un’inedita operazione-ascolto, in cui a “salire in cattedra” saranno non i partiti ma i cittadini, le categorie, le diverse e numerose realtà associative del ricchissimo tessuto sociale vicentino. Fissate anche le date: l’8 e il 9 febbraio la città sarà invitata ad esprimersi sui suoi molti nodi irrisolti. Dai grandi temi urbanistici e infrastrutturali alla mobilità e all’inquinamento, dalle politiche sociali a quelle culturali e turistiche, passando per i problemi dei quartieri, per approdare alla ridefinizione del ruolo di Vicenza: capoluogo oggi solo formale, incapace di proiettarsi ai livelli provinciale, regionale, europeo, ridotta ai margini della rete di relazioni che invece vede protagoniste altre città di analoga grandezza. Piena intesa anche sul percorso tracciato: dopo la prima fase dedicata all’ascolto della città e delle sue domande, si procederà alla definizione di una “piattaforma per il governo di Vicenza”, imperniata su alcune idee-guida. Solo da qui nasceranno le alleanze per offrire alla città un progetto alternativo di governo. Le forze che condivideranno questa piattaforma parteciperanno alla seconda fase: le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco, per la prima volta nella storia di Vicenza. Impegnandosi a sostenere unitariamente il candidato che  uscirà vincitore dalle primarie, all’inizio di marzo.  “Si tratta di un primo, e storico, passaggio – sottolineano le forze coinvolte – Era di fondamentale importanza trovare un accordo sul metodo, perché nella costruzione di un progetto innovativo il metodo è sostanza. Vicenza oggi è una città che non respira più futuro: dopo anni in cui è stata soffocata, vogliamo che la sua voce possa tornare a parlare. Noi la ascolteremo”.



l’antigentilineide. controstoria di un gruppo di potere
1 Dicembre, 2007, 1:30 pm
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Gentilini annuncia la pubblicazione di un volume (ovviamente la sua fantasia immaginifica trasforma la cosa in un’intera “enciclopedia”) con le “opere” realizzate dall’anno I all’anno XV dell’E.G. (era Gentilini). Già si annuncia una controenciclopedia per demolire non già le “opere”, ma le fanfaronate del regime. Ben venga! Poichè le cose fatte (certamente ce ne sono di positive) comunque sono state realizzate coi soldi del contribuente, i cittadini sappiano quanti soldi sono stati spesi, quandi buttati via, quante cose non sono state fatte, quanti danni si sono pagati… Da parte mia vorrei dare un aiuto raccontando a puntate, la storia di un gruppo di potere che in questi anni ha messo letteralmente le mani sulla città. Mi piacerebbero commenti e contributi. Certamente si deve guardare avanti, ma la memoria corta non ha mai aiutato a costruire il futuro. Quindici anni sono molti. Altri cinque anni e sarà un Ventennio. Io spero che la Liberazione stavolta arrivi prima.



maestri d’insicurezza
29 Ottobre, 2007, 10:21 am
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Che in giro la gente si senta meno sicura è l’unica cosa…sicura. Quanto ciò dipenda da un’effettiva crescita – quantitativa o qualitativa – della c.d. “criminalità diffusa” (oggi non si parla più, giustamente, di microcriminalità) questo è meno chiaro. I dati ufficiali sembrerebbero infatti indicare una riduzione dei reati e anche le accuse all’indulto voluto da quasi il 90% del parlamento (ma io ero e sono per l’amnistia, che è cosa diversa) in parte si sono dimostrate infondate. Tuttavia l’insicurezza della gente cresce e con essa la richiesta di misure sempre più “forti”.  Probabilmente la gente è insicura anche perchè c’è chi – nei media e spesso nella politica – “agita” irrazionalmente  il problema. Quest’ultimo sicuramente esiste, così come esisterebbero risposte razionali ed efficaci che si possono adottare per difendere la popolazione dalla minaccia della criminalità diffusa. Ma chi alza la voce non è detto che sia il più bravo anche a risolvere il problema. La propaganda anzi non è la soluzione, ma  parte del problema stesso, perchè non fa che aumentare il senso di insicurezza della popolazione e la sfiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura che ci debbono proteggere. Come giustamente ha osservato Sbarra, nessuno si sognerebbe di consultare Gentilini come “esperto” in materia di sicurezza. Le sue “proposte” – vagoni piombati, corda & sapone, muri e recinti, ecc… – sono sempre demagogiche e paradossali, spesso offensive verso una parte della popolazione. Perloppiù si tratta di discorsi estremi, che certo appaiono “chiari” ed intransigenti,  ma che essendo impraticabili lasciano tutto come prima. Ero presente in municipio il giorno che regalarono a Gentilini, da poco eletto sindaco, stella e cinturone con pistole da sceriffo, proponendogli subito di farsi fotografare. Una trovata giornalistica, per qualcuno. Una mascherata, per qualcun altro. La prima di una lunga serie. E così stiamo andando avanti da 12 anni, un tempo lunghissimo, più che sufficiente per affrontare e risolvere qualunque problema. Ma la miglior prova che  i risultati sono finora scarsini è proprio il fatto che, dopo 12 anni, lui ancora parla, anzi urla. E non è un caso che oggi si scopra che il nostro Comune spende la metà (costo pro capite) di una città come Padova. Eppure lui è il modello dei “sindaci-sceriffi” oggi tanto di moda.  Ma di cosa è veramente “esperto” Gentilini? Di insicurezza. Se strillasse di meno, forse la situazione sarebbe la stessa, ma almeno potremmo concentrarci di più sulle cose da fare.

Bruno Martellone