“Pare”*
una fragile ipotetica presenza
una solida possibile assenza
nella lingua madre
è ciò che sembra.
Nel dubbio: la paternità.
*pare=padre in dialetto veneto
Radici rossi
Radìci rossi
Piantài ‘nte ‘l paltàn
Fiori che no i odòra
Ma che se magna
Radìci rossi
Nò bianchi de segùro
‘Fa quei fioréti slavài
Piantài ‘nte l’ prà drìo la cèsa
Che i savarà anca de bon
Ma che ingàna.
E gnanca neri marsìi morsegài
Slumpài da le pantegane
Ma rossi
‘Fa fiori nassésti
In mèzo al cor
Dei contadini-oparài
Rancurai de nòte
Da man de contadini
Conzài de scondòn
Co làgreme de oparài
Làgreme desmentegade
Che gnanca pì i fiòi
Dei contadini-oparài
I se ricorda ancùo.
Radìci rossi
Rossi de segùro
Nò-mai bianchi
Nò-mai neri.
"Dalle ceneri e dalle rovine di una società, l'ideale del socialismo rinasce come l'araba fenice" (Zigmunt Bauman)
“LISTA SBARRA” (Treviso Più Europa)
1
Ravasin Paolo
2
Martellone Bruno
3
Calesso Luigi
4
Aggio Gloria
5
Bazzo Candido
6
Beraldo Francesco
7
Borella Pietro
8
Borsato Gladys Giovanna
9
Boschiero Patrizia
10
Cacciolato Laura
11
Cervellini Marco
12
Covre Emiliano
13
Daniel Matteo
14
Di Chio Maria Antonietta
15
Esposito Claudio
16
Favaretto Lucio
17
Ferraro Raffaele
18
Franzon Paolo
19
Gobbo Giampaolo
20
Golfetto Loris
21
Izzi Marco
22
Màfera Giovanni
23
Martin Cesare
24
Martin Natalino
25
Massaro Anna
26
Mattiazzo Marika
27
Milani Annalisa
28
Minello Andrea
29
Panazzolo Mattia
30
Pani Martino
31
Pattaro Silvano
32
Peressoni Romano
33
Pettinati Giuseppe
34
Ros Stefano
35
Secchieri Francesco
36
Stampacchia Marcello
37
Verin Giulio
38
Vertucci Raffaele
39
Visentin Roberta
40
Visentin Sara
Amore mio, spero sempre che qualcosa, la curiosità forse, ti porti in questo improbabile posto. Questa è la mia canzone per te. E tu lo sai.
Io che amo solo te
C’è gente che ha avuto mille cose, tutto il bene, tutto il male del mondo. Io ho avuto solo te e non ti perderò, non ti lascerò per cercare nuove avventure.
C’è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.
Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove illusioni.
C’e’ gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.
(AGI) – Roma, 7 mar. – “Non e’ possibile lasciare ai romani la sola possibilita’ di scelta tra un candidato papista e uno dei clericofascisti. Noi non vogliamo che Roma sia governata dalla destra, la peggiore destra in Italia, ma vogliamo riportare i temi del socialismo e della laicita’ a Roma e quindi in Italia”. Cosi’ Franco Grillini ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Roma e, nel farlo, ha spiegato che “la decisione e’ arrivata dopo il rifiuto e la discriminazione inspiegabili e inspiegati che il Pd ha fatto nei confronti del Partito Socialista”. Per l’annuncio dell’inizio della corsa al Campidoglio, la sede prescelta e’ stata quella della ‘casa’ storica del Partito Socialista a Roma, i locali del civico 26 di piazza San Lorenzo in Lucina.
Accanto al candidato siedono i maggiorenti del Partito Socialista: il vicepresidente del Senato Gavino Angius, il presidente del partito Enrico Boselli, il segretario romano Atlantide Di Tommaso e Alberto Benzoni, gia’ vicesindaco con Luigi Petroselli. E’ il candidato del Pd, Francesco Rutelli il primo bersaglio di Grillini: “E’ stato protagonista della spinta anti socialista nel Pd – spiega – e Rutelli e’ stato il sindaco che nel 2000 ritiro’ il patrocinio al World Pride”. Continua, il candidato, a citare i passaggi che, a suo dire, rendono impraticabile la strada di un apparentamento tra socialisti e Pd, dal referendum sulla legge 40 al muro contro muro che, in Campidoglio, il Pd ha opposto al Registro delle unioni civili. Enrico Boselli ricorda di essere “rimasto colpito dalla decisione che Walter Veltroni prese due mesi fa quando, alleandosi con la destra, impedi’ l’istituzione del Registro delle unioni civili, lasciando in questo modo 60 mila coppie romane prive di diritti. I sindaci socialisti di Parigi e Londra si sarebbero vergognati”.
Di fronte a questo precedente il presidente dei socialisti sente di poter dire che “da sindaco Rutelli fara’ anche di peggio. Per questa ragione penso sia giusto scendere in campo”.