TREVISOLAICA che ovviamente è una Treviso PIU’ Europa, con (speriamo) più laici, più socialisti, più liberali, più radicali…


Coerenza democratica n. 4. Un commento di Giuseppe De Vergottini e Fulco Lanchester
5 Marzo, 2008, 4:16 pm
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Ha dichiarato Giuseppe de Vergottini, mio professore di Diritto Costituzionale  all’Università di Bologna: “Dal punto di vista etico, concetto di moda quando fa comodo ma spesso abusato, quello che avviene nel PD dimostra come non contino molto il merito e i valori ma la precedenza venga data ai diretti collaboratori del leader, alle mogli e parenti di alcuni personaggi di spicco e simili.

Dice Fulco Lanchester Preside della Facoltà di Scienze politiche dell´Università di Roma “La Sapienza”

“La “tratta” degli eletti derivante dalla vigente legge elettorale è scandalosa e certifica il passaggio da una democrazia fondata sul principio elettivo ad un sistema basato sulla mera designazione autocratico – plebiscitaria. In questi giorni l’art. 19 dello Statuto del PD relativo alle Candidature per le Assemblee rappresentative sembra totalmente disatteso, rivelando le ipocrisie e baratri dell’attuale assetto infrapartitico.” (Io dico, beh, non solo infra e non solo art. 19, ma vedi anche 18 e 20…)



Coerenza democratica n. 3 “Primarie di coalizione”- Dallo Statuto del Partito democratico capo IV “Scelta dei candidati per le cariche istituzionali” – art. 20
5 Marzo, 2008, 4:08 pm
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Articolo 20.
(Primarie di coalizione)
1. Qualora il Partito Democratico stipuli accordi preelettorali di coalizione con altre forze politiche in ambito regionale e locale, i candidati comuni alla carica di Presidente di Regione, Presidente di Provincia o Sindaco vengono selezionati mediante elezioni primarie aperte a tutte le cittadine ed i cittadini italiani che alla data delle medesime elezioni abbiano compiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di essere elettori della coalizione che ha indetto le primarie, e devolvano il contributo previsto dal Regolamento.
2. Il Regolamento per lo svolgimento delle primarie di coalizione stabilisce le modalità per la presentazione delle candidature e la convocazione della consultazione, disciplina la competizione per la fase che va dalla presentazione delle candidature alle elezioni, fissa modalità rigorose di registrazione dei votanti e di svolgimento delle operazioni di voto.
3. Qualora, al fine di raggiungere l’accordo di coalizione, si intenda apportare modifiche ai principi espressi nel comma 1 del presente articolo o utilizzare un diverso metodo per la scelta dei candidati comuni, la deroga deve essere approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti l’Assemblea del livello territoriale corrispondente.
4. Nel caso di primarie di coalizione, gli iscritti al Partito Democratico possono avanzare la loro candidatura qualora essa sia stata sottoscritta da almeno il trentacinque per cento dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente, ovvero, da almeno il venti per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.
5. Qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale.
6. Non si svolgono le elezioni primarie di coalizione nel caso in cui, nei tempi prescritti dal Regolamento,sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione.


Coerenza democratica n. 2 “Candidature per le Assemblee rappresentative” Dallo Statuto del Partito democratico capo IV “Scelta dei candidati per le cariche istituzionali” – art. 19
5 Marzo, 2008, 4:04 pm
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Articolo 19.
(Candidature per le Assemblee rappresentative)
1. Il Regolamento quadro di cui all’articolo 18, comma 3, nel disciplinare le diverse modalità di selezione democratica dei candidati per le assemblee elettive, si attiene ai seguenti principi:
a) l’uguaglianza di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori;
b) la democrazia paritaria tra donne e uomini;
c) il pluralismo politico nelle modalità riconosciute dallo Statuto;
d) l’ineleggibilità in caso di cumulo di diversi mandati elettivi;
e) la rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati;
f) il principio del merito che assicuri la selezione di candidati competenti, anche in relazione ai diversi ambiti dell’attività parlamentare e alle precedenti esperienze svolte;
g) la pubblicità della procedura di selezione.
2. Il Regolamento di cui all’articolo 18, comma 9, è approvato dal Coordinamento nazionale entro tre mesi dalla scadenza della presentazione delle liste o, in caso di scioglimento anticipato, entro tre giorni dalla pubblicazione del relativo decreto. Tale Regolamento:
a) individua gli organi responsabili per ricevere le proposte di candidatura e i criteri per selezionarle;
b) determina le modalità con cui le candidature sono sottoposte, con metodo democratico, all’approvazione di iscritti o elettori, in via diretta o attraverso gli organi rappresentativi;
c) nomina una Commissione elettorale di garanzia, i cui componenti non sono  candidabili, che esamina i ricorsi relativi alle violazioni del Regolamento e che decide in modo tempestivo e inappellabile.


Coerenza democratica n. 1 – “Elezioni primarie del Partito democratico” – Dallo Statuto del Partito democratico capo IV “Scelta dei candidati per le cariche istituzionali” – art. 18
5 Marzo, 2008, 3:24 pm
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Articolo 18.
(Elezioni primarie del Partito Democratico)
1. Per «primarie» si intendono le elezioni che hanno ad oggetto la scelta dei candidati a cariche istituzionali elettive.
2. Possono partecipare alle elezioni primarie indette dal Partito Democratico gli elettori già registrati nell’Albo nonché quelli che lo richiedano al momento del voto. 
3. Il Regolamento per le elezioni primarie è approvato con i voti favorevoli della maggioranza dei componenti dell’Assemblea del Partito Democratico del livello territoriale corrispondente, sulla base del Regolamento quadro per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali approvato dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
4. Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione. Qualora il Partito Democratico concorra con altri partiti alla presentazione di candidature comuni per tali cariche, valgono le norme contenute nell’articolo 20 del presente Statuto. Le modalità di selezione delle candidature per le altre cariche di livello regionale e locale vengono stabilite dagli Statuti delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano.
5. La candidatura a Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione può essere avanzata con il sostegno del dieci per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero con un numero di sottoscrizioni pari almeno al tre per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.
6. Qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno del trenta per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni pari almeno al quindici per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.
7. Le primarie per la scelta dei candidati a Sindaco, Presidente di Provincia, Presidente di Regione si svolgono con il metodo della maggioranza relativa.
8. Non si svolgono le elezioni primarie nel caso in cui, nei tempi prescritti dal Regolamento, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione.
9. La selezione delle candidature per le assemblee rappresentative avviene ad ogni livello con il metodo delle primarie ovvero, anche in relazione al sistema elettorale, con altre forme di ampia consultazione democratica. La scelta degli specifici metodi di consultazione da adottare per la selezione delle candidature a parlamentare nazionale ed europeo è effettuata con un Regolamento predisposto sulla base del Regolamento quadro di cui al precedente comma 3 ed approvato di volta in volta dal Coordinamento nazionale con il voto favorevole di almeno i tre quinti (3/5) dei componenti, previo parere della Conferenza dei Segretari regionali.


7 fatti laici. Io aderisco!
5 Marzo, 2008, 2:49 pm
Archiviato in: Senza Categoria, bruno martellone, laicità

Io ho aderito, se qualcuno è d’accordo mi scriva: trevisolaica@libero.it 

“SU INIZIATIVA DI ENZO MARZO E MARIA GIGLIOLA TONIOLLO PRESENTIAMO QUESTA PROPOSTA ALLA PUBBLICA OPINIONE E ALLE FORZE POLITICHE, E CHIEDIAMO SIA SOTTOSCRITTA DA SINGOLI E ASSOCIAZIONI

7 FATTI LAICI

A parole tutti o quasi oggi si dicono laici, ma non c’è laicità senza la più rigorosa neutralità delle istituzioni su convinzioni morali, religiose e filosofiche, senza la garanzia di pari dignità sociale delle persone e senza la separazione fra istituzioni pubbliche e confessioni religiose: non c’è laicità, quando si esige o si accetta di trasformare in obbligo giuridico i dettami morali di una chiesa o si assiste senza reazione all’occupazione delle istituzioni da parte delle gerarchie vaticane. Laicità è riconoscimento alle persone del diritto di scegliere liberamente riguardo la propria vita e il proprio corpo, ed è possibilità di attuare le proprie scelte. Laicità è anche reale coinvolgimento nelle decisioni pubbliche sulle scelte private.

Riteniamo, in questa sede, che per comprenderci meglio e riconoscerci come laici vi sia la necessità di stabilire un minimo comune denominatore con la definizione di alcuni obiettivi concreti:

1) ABOLIZIONE DEL CONCORDATO e di ogni forma di privilegio diretto e indiretto a favore della Chiesa cattolica nella legislazione e nelle politiche pubbliche. E’ necessario e urgente rimettere in discussione l’intero meccanismo di finanziamento pubblico: l’attuale normativa sull’8 per mille, l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa cattolica. Censimento di tutti i finanziamenti arbitrari di Stato, di Regioni e di Enti locali alla Chiesa Cattolica. Necessità di una scuola pubblica laica, a partire dalla scuola dell’infanzia. Abolizione dell’incostituzionale finanziamento pubblico delle scuole confessionali e l’abrogazione della legge che immette automaticamente in ruolo – anche in materie umanistiche e senza concorso – gli ex professori di religione scelti dalle Curie.

2) PIENO RICONOSCIMENTO DELL’AUTODETERMINAZIONE NELLA MATERNITA’. Le istituzioni devono promuovere campagne di informazione sessuale, anche nelle scuole, per la conoscenza dei mezzi di prevenzione; devono agevolare l’acquisto degli anticoncezionali, abolire l’obbligo di ricetta per l’acquisto della pillola del giorno dopo (contraccezione di emergenza) e soprattutto assicurare che l’effettiva operatività della legge 194 sia sempre garantita con personale non obiettore presente in tutte le strutture esistenti, consentendo anche l’uso della pillola abortiva Ru 486. E’ necessaria una nuova legge in materia di fecondazione assistita o una profonda revisione della legge 40, che parta dall’abolizione delle limitazioni già riconosciute illegittime dall’Autorità giudiziaria e che disponga nuove linee-guida.

3) DIFESA DELLA LIBERTÀ DI SCIENZA, che non può essere limitata, né condizionata, da convinzioni confessionali o ideologiche.

4) RICONOSCIMENTO DELLE DIRETTIVE ANTICIPATE DI FINE VITA, (testamento biologico) con la stessa ampiezza decisionale di chi ha piena capacità.

5) REALIZZAZIONE DELL’ASSOLUTA UGUAGLIANZA GIURIDICA, della parità di diritti e pari dignità sociale per tutti, senza differenza di orientamento sessuale e di identità di genere in materia di diritto di famiglia, nel riconoscere da parte dello Stato una pluralità di modelli famigliari e nella garanzia dei diritti materiali e morali dei minori e dei terzi.

6) RIDISCUSSIONE DELLA NATURA, DEI COMPITI E DELLA COMPOSIZIONE DEL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA, che deve informare e coinvolgere il pubblico sulle proprie tematiche. Esso deve inoltre diventare organo di alta funzionalità interna e di riconosciuto valore internazionale e quindi deve essere un organismo autorevole per professionalità e competenza, equilibrato tra le varie concezioni politiche, religiose e filosofiche.

7) RIFIUTO DELL’ASSERVIMENTO DEI MEDIA, soprattutto di quelli pubblici, che si fanno strumento improprio di propaganda religiosa.

Hanno già aderito:

Vittorio Villa, Palermo
Antonio Caputo, Torino
Gustavo Ghidini
Carlo Augusto Viano, Torino
Ersilia Salvato
Vera Pegna, Roma
Anita Sonego, Milano
Luisa La Malfa, Roma

Le Associazioni:
Italialaica.it
Società Laica e Plurale

SE CONDIVIDI I “7 FATTI LAICI” ADERISCI COME PERSONA, ASSOCIAZIONE, GIORNALE, SITO, BLOG AD adesione@fattilaici.org, indicando la città di appartenenza.”



Lettera aperta al PD trevigiano. Il nostro appello: perché, non scegliete l’uomo oggi nella condizione migliore per costruire la più larga convergenza di forze alternative alla Lega?
Cari amici del PD,
A 40 giorni dalle elezioni non si sa ancora chi è il vostro candidato Sindaco per Treviso. Essendo anche noi, come tutti, interessati a cosa deciderete venerdì prossimo nella vostra direzione cittadina, vorremmo dare pubblicamente, anche se da “esterni”, un contributo al vostro dibattito.
Le posizioni a confronto sembrano due. La prima, prevalente soprattutto tra gli ex della Margherita, accetta di candidare Franco Rosi (non iscritto al PD) alle condizioni che lui vi pone, ossia 1) restare “esterno” al PD, 2) non rinunciare alla “sua” lista civica. La seconda posizione, prevalente tra gli ex DS, propone che il PD vada alle elezioni comunali con una candidatura “di bandiera”. Chi vuole l’alleanza con Rosi sostiene che solo così si potrebbero conquistare anche consensi moderati, mentre i voti persi a sinistra tornerebbero comunque a casa in caso di ballottaggio (se ci sarà). Chi sostiene la candidatura “di bandiera”, punta sul “traino” delle elezioni politiche nazionali, e comunque, anche in caso (non improbabile) di sconfitta sulla garanzia di un gruppo consigliare di sicura fede PD, del quale il nuovo partito ha bisogno per radicare a Treviso il suo progetto politico ed il nuovo gruppo dirigente.
In realtà entrambe le ipotesi sono deboli e rischiose, soprattutto per voi del PD. Con la candidatura di Rosi, alle condizioni da lui poste, non solo si accetta la leadership di un “esterno” (ciò che non pare propriamente in linea con la vocazione “maggioritaria” del nuovo partito), mentre è tutto da dimostrare che si prendono i voti dei moderati. E’ sicuro invece che ci saranno elettori del PD che preferiranno la lista “amica” di Rosi (peraltro composta da brave persone che già votavano perlopiù DS o margherita) e la lista “di partito” perderà voti stante la quasi perfetta sovrapponibilità dei rispettivi elettorati. Contemporaneamente, soprattutto tra gli elettori ex-DS, qualcuno si sentirà libero di preferire, magari facendo uso del voto disgiunto, un candidato come Sbarra, meno sbilanciato verso l’area moderata  ed anche più coerente nell’opposizione alla Lega e più presente sulle questioni che riguardano il governo della città. Con una candidatura “di bandiera”, forse la lista del PD perde meno voti, ma certo si evidenzia l’isolamento di un partito che a Treviso già parte con una base elettorale debole (vedi i sondaggi ed i risultati in città di DS + Margherita in tutte le elezioni precedenti), insidiata da ogni lato, ma con lo svantaggio di far mandare nella mischia un candidato “last minute” (e chi?) contro chi è in campo da tempo. E soprattutto: siete sicuri che basti il “traino” della proposta nazionale per compensare l’invisibilità in questi anni della vostra iniziativa sulle tematiche locali?
Noi pensiamo ancora, nonostante tutto, che il centrosinistra di cui siete parte essenziale abbia la responsabilità di indicare una proposta seria per evitare che dopo 13 anni di monocolore leghista, questa città sia governata da Gobbo e Gentilini per altri 5 anni.
Vi chiediamo allora amici del PD un colpo d’ala, un gesto di coraggio e di intelligenza politica. Perché, se un “esterno” come candidato sindaco per voi non è più un tabù, non considerate, solo per un minuto, la proposta di convergere su Giampaolo Sbarra? Non vedete come, facendo voi questa scelta, tutto si rimetterebbe subito in moto, consentendo la costituzione di una fortissima coalizione, da Rosi alla Sinistra arcobaleno, dai molti scontenti del centrodestra e del centrosinistra ai comitati ed alle aggregazioni civiche che vogliono voltar pagina seriamente e che già si stanno pronunciando (come ha già fatto Un’altra Treviso) per Sbarra? Ne avreste anche voi un vantaggio, ponendovi coraggiosamente al centro di quest’aggregazione, come elemento di unità e non di arroccamento o divisione, rafforzandone la componente riformista oggi dispersa, uscendo dall’isolamento e, per una volta, lasciandovi alle spalle vecchie logiche di bottega alle quali dobbiamo tutti rinunciare. Finora su Sbarra avete taciuto. Ci sono preclusioni sulla sua persona? Diteci almeno perché? E comunque pensateci. Il tempo è quasi scaduto.  
Bruno Martellone         – Partito Socialista,
Luigi Calesso               – Un’altra Treviso
Raffaele Ferraro           – Veneto Radicale