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senti l’intervista di Giampaolo Sbarra a Radio Veneto Uno (dove parla del perchè e e del percome del simbolo che gli ha regalato Oliviero Toscani) cliccando su: http://www.radiovenetouno.it/notizie/player.asp?url=http://85.36.103.180/wwwfiles/ALTRO/SERVIZI/SBARRA_TOSCANI.mp3&titolo=
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Sull’”Unità” di oggi a tutta pagina è pubblicata una inserzione dal titolo “Sono gay e sono incazzato” con il seguente testo: “…Guardami: non ti sembro il figlio di un dio minore? Nessun diritto né riconoscimenti. Turbo le loro coscienze. Non voglio più nascondermi”. Molto significativa e decisa è anche l’inserzione sui diritti delle coppie che recita: “All’Italia laica: coppie di fatto, di diritto e di libertà”. La natura laica e la battaglia sui diritti civili è riconosciuta dagli stessi omosessuali che in un sondaggio di Gay.it (il sito a cui accede mezzo milione di persone al mese), attribuisce al partito socialista il 5% delle intenzioni di voto. “Una buona partenza e di un’ottima base - afferma Grillini -che fa ben sperare che il fatidico quorum del 4% per il Partito socialista sia a portata di mano”.
Ricevo da Beppi Lamedica (che ringrazio) il documento che sotto riproduco. Beati voi, cari amici liberali, che potete ”astenervi”; per le elezioni comunali a Treviso, però, il sistema (ovviamente non è il migliore ma) è già maggioritario e una lista di riformatori laici, liberali, liberalsocialisti, radicali ci sarebbe: è la ”lista Sbarra (TrevisoPIU’Europa). Qualcuno ci dà una mano? Caro Beppi(& amici) ti vuoi candidare con noi? pensa che divertimento! Se chi finora ha votato centrosinistra o Gentilini-Lega ha voglia di cambiare, rischiamo perfino di vincere…
“La direzione di Veneto liberale, riunitasi a Castelfranco Veneto oggi 25 febbraio 2008,
preso atto della volontà di tutti i soggetti politici (dal Presidente della Repubblica, al Governo, ai parlamentari di tutti gli schieramenti) della volontà di impedire, per quest’anno, il voto sui referendum elettorali, così come di fatto è avvenuto;
preso atto della decisione di Marco Pannella di designare il PD, soggetto politico antiliberale, quale luogo ideale per l’approdo della tradizione politico-culturale che ha in Gobetti, nei fratelli Rosselli, in Salvemini ed in Ernesto Rossi gli epigoni, rinunciando così definitivamente al progetto di immettere nel Parlamento italiano una pattuglia di riformatori;
preso atto, perciò, della quasi sicura impossibilità della presenza di una lista, alla prossima consultazione elettorale nazionale, che avesse quale obiettivo primario, almeno, la riforma della legge elettorale in senso maggioritario;
preso atto che le forze politiche esistenti vorrebbero far credere ai cittadini che l’applicazione del “porcellum”, nella versione interpretata dal PdL e dal PD, è già la riforma elettorale auspicata dai riformatori;
preso atto che l’esito elettorale è già definito dalla nomina dei parlamentari operata dai partiti politici e dal probabile successo alla Camera da parte della coalizione Pdl – Lega – MPA e con possibile ingovernabilità del Senato (il che potrebbe aprire la strada ad un governo cosiddetto di “larghe intese”) che comunque garantirebbe l’immobilismo che ha prodotto l’attuale degrado;
si ritiene opportuno, in questa fase politica, ribadire la scelta dello sciopero del voto alle prossime consultazioni politiche quale manifestazione di non-collaborazione con un regime antiliberale, se non ancora illiberale, per sottrargli consensi con la finalità di indebolirlo sempre più, con la speranza del suo collasso;
ribadisce, inoltre, che la riforma della legge elettorale denominata “porcellum” consiste la precondizione di qualsiasi cambiamento, sottolineando che il referendum, promosso con la sottoscrizione di oltre 820.000 cittadini, è un appuntamento solo rimandato di un anno;
in questa ottica ci si impegna a sostenere un progetto complessivo di riforme che abbia come direzione necessaria la legge elettorale maggioritaria che recuperi, tra l’ altro, il rapporto tra elettori ed eletti con gli strumenti del collegio uninominale e delle primarie; inoltre si indica nella scelta immediata del Capo dell’ esecutivo, nella eliminazione del bicameralismo perfetto, nella drastica riduzione dei tentacoli della politica e del numero dei suoi «professionisti» a cominciare dal taglio dei parlamentari; nella riforma dei regolamenti parlamentari, ed in una legge sui partiti, che realizzi democrazia e trasparenza interna, oltre ad una seria riforma del finanziamento che eviti vergogne intollerabili le ulteriori priorità da immettere nell’agenda politica del paese;.
ribadisce, infine, la centralità dell’appuntamento del 2009 delle elezioni europee affinché, queste possano diventare l’occasione per il rilancio di una vera politica europea e non di una consultazione con finalità meramente nazionale;
in questa ottica ci si impegna a sostenere quella lista di riformatori che faccia riferimento ai liberali ed ai democratici europei (ELDR) che indicano, in occasione delle elezioni, un candidato a Presidente della Commissione europea, – e perché no, anche un Ministro europeo per la politica internazionale – “politicizzandole” e presentando un vero e proprio “programma di governo” per l’Unione.”



