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Libertà religiosa. Spini:tre impegni per la prossima legislatura
24 Febbraio, 2008, 9:41 pm
Archiviato in: laicità, partito socialista
L’On.Valdo Spini è intervenuto ieri a Roma al convegno “La libertà religiosa alla luce dell’articolo 8 della Costituzione”, indetto dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dall’Associazione internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR). Nel suo intervento il parlamentare socialista ha indicato tre impegni precisi per la prossima legislatura, nell’ambito di una politica di attuazione della Costituzione nei rapporti Stato-Chiese. 1. Dare piena applicazione all’art.8 della Costituzione. Questo significa che il nuovo Governo deve presentare immediatamente in Parlamento le otto Intese firmate dalla Presidenza del Consiglio il 4 aprile del 2007. Due Intese modificano quelle vigenti con la Chiesa Evangelica e Metodista, e con la Chiesa Avventista. Sei sono nuove e sono state stipulate con la Chiesa apostolica (che è una delle confessioni pentecostali ); i mormoni; i testimoni di Geova; gli ortodossi della Sacra Arcidiocesi d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale; l’Unione buddista italiana e l’Unione induista italiana. Si trattava in realtà di documenti già definiti da precedenti governi in precedenti legislature, alcuni dei quali, fatto molto positivo, escono dall’ambito chiese protestanti – ebrei, che ha contraddistinto le Intese finora vigenti. 2. Approvare la legge sulla libertà religiosa. Attualmente vige ancora in materia la legislazione del 1929 – 30 sui cosiddetti “ culti ammessi ” per quanto ne è rimasta in piedi dopo varie sentenze della Corte Costituzionale. Da circa un decennio il Parlamento cerca di arrivare ad una legge sulla libertà religiosa che attui in questa materia la Costituzione repubblicana. Personalmente ho ripresentato il testo “ Maselli ” sia nel 2001 che nel 2006. La legislatura che si è testé conclusa ne ha discusso in Commissione Affari Costituzionali della Camera, ed è arrivata alla definizione di un testo base, ma dopo la presentazione di circa mille emendamenti ad esso, se ne è sospesa la discussione e non se ne è fatto di nulla, intervenendo poi anche in questo caso lo scioglimento della Camera. Da troppe parti si è guardato alla discussione di questa proposta di legge come un’occasione per riproporre le paure che suscitano i progressi migratori e i contatti con fedi religiose diverse da quelle conosciute abitualmente , piuttosto che per affrontare con spirito costruttivo il problema dell’integrazione degli immigrati nel contesto del nostro ordinamento costituzionale e del nostro ordinamento giuridico. 3. Istituire una “Giornata dedicata alla libertà di coscienza, di religione e di pensiero”, collocandola il giorno 17 febbraio, data del primo atto di libertà religiosa nel nostro Paese, la concessione dei diritti civili ai Valdesi (17/02/1848), la definizione concepita per coinvolgere credenti e non credenti costituirà un momento di riflessione sull’affermazione della libertà religiosa in un mondo sempre più globalizzato, nonché di impegno per l’attuazione piena della Costituzione nel nostro Paese.